Sky e gli spot con i santi: il calcio ridotto a un feticcio

di Pino Nicotri
Pubblicato il 8 Settembre 2011 8:39 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2011 8:59

L’attuale campagna pubblicitaria di Sky Tv mi pare francamente fuori luogo. Prende in giro una serie di episodi della bibbia e dei vangeli, facendo del pallone da calcio un vero e proprio feticcio, un idolo del tipo del famoso vitello d’oro, idolo al centro di miracoli di ogni tipo. In particolare mi ha colpito la presa in giro della pesca miracolosa di Gesù e degli apostoli nel lago Tiberiade: al posto della moltiplicazione dei pesci, ecco la moltiplicazione dei palloni… Non conosco le facce e i nomi dei campioni di calcio, ma mi pare di avere visto la faccia di Totti al centro di episodi e scenette francamente demenziali: ce n’è una in cui ha in mano un gigantesco cucchiaio, come reggesse chissà che cosa aspettando dal cielo chissà quale segno. Cosa non si fa per i quattrini. E del resto, siamo o non siamo il Paese del bunga bunga?

Per carità, un pizzico di ironia non guasta mai, ma su certi temi l’insistenza ossessiva, maniacale, fino a mettere letteralmente alla berlina un’intera serie di episodi dei libri fondamentali per tre religioni, la bibbia infatti è sacra anche per l’ebraismo e l’islam, finisce con l’essere offensiva in modo stucchevole. A suo tempo, fine anni ’60, Emanuele Pirella lanciò una campagna pubblicitaria per i jeans marca Jesus mostrandoli incollati a un bel sedere di donna e con la scritta “Chi mi ama mi segua”. Campagna che fece scalpore, sollevò proteste, polemiche e discussioni a non finire, ma i manifesti con quell’immagine non vennero mai tolti dalla circolazione. In compenso, rimase un episodio isolato, nel senso che Pirella non mise in piedi una serie di manifesti centrati su altre frasi a torto o a ragione attribuite a Gesù Cristo. E comunque se nessuno aveva reclamato per il nome della marca di quei jeans, Jesus, Pirella era legittimato a ironizzare con la famosa frase. Oggi si è al punto che una famosa cantante Usa, all’anagrafe Louise Veronica Ciccone, si fa chiamare Madonna e come tale viene acclamata e celebrata anche in film dal titolo “A letto con Madonna”…

Non sono un credente nel senso chiesastico del termine, non sono certo un cattolico di osservanza papalina, sono un laico con robuste venature anticlericali quando il clero, di qualunque religione, in Italia in particolare il clero cattolico, mette i piedi in piatti non suoi, non amo definirmi ateo, piuttosto sono un panteista che ha avuto una educazione cristiana. Però l’esibizione della mancanza di rispetto verso cose in cui credono alcuni miliardi di esseri umani la trovo francamente orribile, volgare, di conio molto basso. E’ un bene che le religioni vengano ridimensionate e ridotte a quello che dovrebbero essere, cioè un fatto privato, con ognuno libero di credere o non credere in quel che gli pare senza costringere però nessuno a crederci o non crederci anche lui. Però nel caso di questa campagna di Sky il dramma è che i suoi protagonisti, ovviamente strapagati, e le sue comparse, comprese le vecchine, poi la domenica vanno in chiesa, quando si tratta di votare per l’inseminazione eterologa o per i diritti dei gay tacciono o si allineano alle disposizioni impartite dallo Stato estero noto come Vaticano. Insomma, non contribuiscono affatto al ridimensionamento critico e laico dello strapotere delle religioni, si limitano solo a fare pubblicità a pagamento. Seminando, oltretutto, as usual, confusione nella testa dei più giovani.