Trump in ospedale per covid, in Europa non c’è recovery

di Bruno Tucci
Pubblicato il 3 Ottobre 2020 12:15 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2020 12:15
Usa alzano bandiera bianca: "Non contrasteremo l'epidemia, curatevi con le medicine"

epa08716566 US President Donald Trump exits Marine One as White House Chief of Staff Mark Meadows, left, looks on, while arriving to Walter Reed National Military Medical Center in Bethesda, Maryland, USA, on 02 October 2020. Trump will be treated for Covid-19 after being in isolation at the White House since his diagnosis, which he announced after one of his closest aides had tested positive for coronavirus infection. EPA/Oliver Contreras / POOL

“La Casa sbanda”, titola stamane il Manifesto riferendosi al Covid-19 che ha colpito Donald Trump e sua moglie.

Ora, per precauzione, il presidente Trump è ricoverato in ospedale, dove, assicurano, continua a lavorare. Gli Stati Uniti sono attoniti perché un fatto del genere non era mai accaduto ad un mese dalle elezioni presidenziali. Ora che succederà? Sbanda davvero tutto il sistema democratico americano?

Dobbiamo osservare comunque che se la Casa Bianca è attonita per la malattia di Trump, anche la nostra (di casa) non sta tanto bene. Da Bruxelles dove si è tenuta una riunione di vertice fra i capi di governo arrivano notizie poco rassicuranti. Sui miliardi che dovrebbero piovere sull’Italia. E sulle perplessità che ancora assillano alcune nazioni europee.

Recovery fund, i frugali con ci stanno

Innanzitutto, si vorrebbe diminuire la quota che dovrebbero recepire gli Stati più colpiti dalla pandemia. Secondariamente, i “Frugali” (così sono stati definiti gli oppositori) vorrebbero che fosse ridimensionata la quota “gratuita” con un prestito. Cioè con un tot di danari da restituire sia pure a distanza di molti anni.

Questa posizione ha scatenato l’ira degli “oppressi”. I quali, non solo patiscono il guaio di non vedere più tanti soldi. Ma debbono fare i conti con le forze politiche che in casa non hanno mai avuto un grande feeling con l’Europa di ieri e di oggi. Allora, si continua a litigare anche nella maggioranza perché i Grillini si sono detti sempre contrari al Mes, il fondo salva-stati, che concederebbe all’Italia una somma di 36 miliardi da spendere per aiutare e modernizzare le nostre strutture sanitarie.

Guerra fra tutti su tutto

La guerra è aperta perché ci si divide non solo fra le forze di governo, ma anche all’interno di uno stesso partito. Clamorosa è la rissa che sta scoppiando fra i pentastellati. Dove si sono create due fazioni che la pensano in maniera diametralmente opposta.

Sostiene Massimiliano Bugani, consigliere comunale di Bologna e fedelissimo di Casaleggio: “Stiamo affondando. Assomigliamo tanto alla Costa Concordia, la ricordate la nave comandata da Francesco Schettino? Ebbene, il transatlantico stava imbarcando acqua da tutte le parti e i passeggeri erano in preda al panico. E lui pensò bene di tentare di svignarsela prima che la situazione precipitasse”.

Fuor di metafora, che cosa vuol dire l’esponente di 5Stelle? Semplicemente questo. Che mentre il Movimento rischia di andare a picco, c’è chi pensa soltanto a salvare la propria poltrona e a non perdere il posto che occupa in Parlamento.

Alessandro Di Battista è ancora più sprezzante. Rammenta i tempi in cui i 5Stelle andarono al governo con il Pd e Luigi Di Maio gli propose un ministero. Disse di si, ma poi si rifiutò perché insieme con lui doveva sedere alla Camera o al Senato anche Maria Elena Boschi, la pupilla di Matteo Renzi.

Qualcuno più cauto osserva: “Ci stiamo sbranando senza pensare al futuro”. Tanto è vero che una riunione di vertice che si doveva tenere domani 4 ottobre è stata rinviata per mancanza di fondi. Come mai? Molti esponenti dei 5Stelle non pagano il dovuto al Movimento e le casse sono vuote.

In tutto questo bailamme, si inserisce pure il braccio di ferro che vede come protagonista un’altra Grillina di grande importanza: il sindaco di Roma, Virginia Raggi. Il Pd non ne vuol sapere di farla rimanere in Campidoglio ed è alla ricerca non di un uomo solo, ma di una squadra che ridia lustro ad una Capitale che peggio di così non è mai stata.