Belgio, governo in crisi. La spinta secessionista e lo spiraglio aperto dai fiamminghi

Per ben due volte in due anni l’esecutivo del leader cristiano-democratico fiammingo Yves Leterme è stato messo all’angolo. Dietro la crisi istituzionale c’è l’ombra della secessione e le spaccature interne tra fiamminghi e francofoni, ma dopo la rottura è arrivato anche uno spiraglio per ricucire lo strappo.

Giovedì il governo è stato costretto alle dimissioni perché i liberali fiamminghi sono usciti dalla coalizione, ma venerdì per bocca dello stesso leader liberale Alexander De Croo i fiamminghi hanno aperto a un eventuale accordo.

«Se coloro che hanno causato la rottura della fiducia fanno uno sforzo, possiamo valutare nuovamente la situazione», ha affermato De Croo, dando tempo ai partiti di lingua francese per trovare una nuova chiave di discussione in vista di una nuova riunione del parlamento, in agenda giovedì 29 aprile.

Il Belgio è diviso a metà tra Fiandre e Vallonia e la querelle linguistica è ritornata predominante anche in politica. «È il momento dell’indipendenza», hanno scritto in uno slogan i liberali. Terreno caldo della contesa è la circoscrizione di Bruxelles-Hal-Vilvorde, con una grossa comunità francofona alla periferia della città. Il problema è che l’area si trova ufficialmente nelle Fiandre, ma i fiamminghi vogliono tenere stretto il loro controllo anche sui cittadini di lingua francese che rivendicano di poter votare alle elezioni non solo i partiti fiamminghi, ma anche quelli rappresentati dai francofoni.

Proprio come la spaccatura tra Nord e Sud in Italia c’è chi mira a preservare l’identità del territorio e chi invece pretende il rispetto dei diritti di tutti. La differenza però che nello Stivale non esiste una trincea linguistica che spacca il  Paese e c’è anche un Centro che fa da cuscinetto tra le spinte separatiste della Lega di Bossi e il Mezzogiorno più affannato e in crisi. In Belgio, invece, i fiamminghi vogliono imporre ai francofoni la loro lingua, ma i valloni si rifiutano.

Nonostante le attuali diversità la storia dei due Paesi può suggerire una riflessione. Dopo il trionfo del Carroccio alle ultime regionali  i due partiti maggiori, Pd e Pdl, potrebbero di fatto sdoppiarsi in due identità speculari: una del Nord e una del Sud, come ha scritto anche Maurizio Stefanini su Libero. In Belgio una manovra simile è stata attuata negli anni ’60 quando i maggiori gruppi al potere (Dc, liberali e socialisti) si divisero in un’ala fiamminga e un’ala vallone.

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