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Berlusconi: “Io e Maroni passeremo alla storia per aver sconfitto la criminalità”

berlusconi”Maroni ha da me una missione di passare alla storia, ed io di conseguenza con lui, per aver definitivamente sconfitto le organizzazioni criminali”. Silvio Berlusconi è a Milano per la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione del Milan e come prima cosa elogia il ministro dell’Interno, il leghista Maroni, presente anch’egli a Milanello ”da tifoso milanista”. Dopo aver promesso di sconfiggere il cancro, Berlusconi si ripromette dunque di sconfiggere definitivamente la criminalità.

Berlusconi ha quindi voluto fare ”complimenti sinceri” a Roberto Maroni perchè, ha detto il premier, ”sotto la sua guida è stato prodotto uno sforzo nella lotta contro la criminalità organizzata che mai nessuno aveva raggiunto” con importanti risultati sia nella confisca dei beni sia nell’arresto di pericolosi latitanti. Il presidente del Consiglio è tornato poi a ribadire che ”la mafia italiana è la settima più pericolosa al mondo mentre invece è al primo posto come popolarità” e ha spiegato che per questo motivo ha in passato criticato le fiction con le quali ”ci si è voluti impegnare a diffonderla nel mondo, anche con telefilm, come la Piovra, visti in oltre cento paesi”.

Proprio lunedì sera lo stesso Maroni ha detto che ”negli ultimi due anni sono stati arrestati 26 dei 30 latitanti piu’ pericolosi’. Un risultato che il ministro ha definito”estremamente significativo”, “un successo – ha detto – che e’ dello Stato inteso come istituzione e che e’ stato ottenuto grazie alle norme e agli strumenti messi a disposizione grazie al lavoro congiunto di Governo e Parlamento”.

Maroni ha anche citato le cifre della lotta alla criminalità in termini di beni sequestrati e confiscati. ”Negli ultimi due anni – ha detto il ministro dell’Interno – sono stati sottratti ai mafiosi 20.489 beni, per un totale di 10 miliardi di euro, e di questi 4.768 sono stati confiscati con l’acquisizione al patrimonio dello Stato. Questo significa fare terra bruciata attorno al crimine organizzato con un’azione di contrasto che ha coinvolto tutti: lo Stato, la magistratura, le forze dell’ordine e, insieme a loro, le associazioni antiracket”.

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