Berlusconi apre a mozione Lega, Bossi: Silvio non è scemo

Pubblicato il 2 Maggio 2011 20:31 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2011 11:34

ROMA, 2 MAG – Sebbene la sconfitta del ‘principe del terrore’ Osama Bin Laden rafforzi l’idea di una comunita’ internazionale vittoriosa contro la tirannia e quindi aiuti Silvio Berlusconi, la maggioranza ancora non ha chiuso la delicata partita a scacchi sulla Libia in vista del dibattito del 3 maggio in Parlamento. E Umberto Bossi, riunita la Lega per l’intero pomeriggio di martedì nelle sede federale del Carroccio a via Bellerio, rinvia ancora l’incontro con il Cavaliere ma lascia intendere che c’e’ un unico modo per comporre la frattura: ”Berlusconi non è scemo, non vota par fare cadere il governo”. Il riferimento e’ alle ‘condizioni’ dettate dalla Lega nella mozione in discussione il 3 maggio, sulle quali hanno a lungo ragionato martedì mattina a Palazzo Chigi i vertici del Pdl insieme ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti ed ai ministri di Esteri e Difesa, Franco Frattini ed Ignazio La Russa.

A cercare l’intesa sarà questa mattina un vertice di maggioranza tra i capigruppo di Pdl, Lega e Iniziativa responsabile con i ministri Giulio Tremonti, Franco Frattini, Ignazio La Russa e il sottosegretario Gianni Letta. “Vi sono le condizioni per raggiungere un accordo” ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista questa mattina a Radio24. Al vertice a palazzo Chigi è però assente Umberto Bossi.

Per il premier, impegnato a Milano nell’udienza preliminare Mediatrade, l’accordo e’ a portata di mano e non potrebbe essere altrimenti, in un momento delicatissimo che chiama tutta la comunita’ internazionale ad una comune assunzione di responsabilita’. ”Non credo che ci saranno difficolta’ per il governo – assicura Berlusconi – La Lega e’ una componente essenziale della coalizione. Ha presentato una mozione ed ho gia’ dichiarato che la trovo una presa di posizione anche ragionevole. Potremmo o approvarla integralmente oppure modificarla in parte, ma il senso della mozione e’ senz’altro da condividere”. A vedere la strada in discesa e’ anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini che apre il testo a ”integrazioni formali” visto che ”il senso complessivo della risoluzione della Lega e’ buono e puo’ essere condiviso”.

Del resto, l’arrivo a Roma giovedi’ del Segretario di Stato americano Hillary Clinton per la riunione del gruppo di contatto per la Libia impone al premier di presentarsi con una linea di politica estera compatta. Ne’ il Cavaliere mostra di temere le pesanti minacce fatte da Gheddafi all’Italia. ”Non darei a queste dichiarazioni importanza – minimizza – Credo sia una reazione di fronte alla delusione che ha dell’Italia, a cui la Libia e’ legata da un trattato di amicizia”. L’ottimismo del premier e’ moderatamente condiviso nel Pdl, dove ci si aspetta dalla Lega ancora ”toni gladiatorii” ma si lavora per raggiungere un’intesa su due degli aspetti piu’ delicati della mozione del Carroccio: la tempistica ed i costi. ”Stiamo lavorando per trovare una posizione comune che ovviamente tenga conto, come e’ anche nel testo della loro mozione, della risoluzione dell’Onu”, spiega il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, lasciando intendere che necessariamente bisognera’ agire di concerto con i partner internazionali.

E anche il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, ignorando l’opposizione che accusa la maggioranza di subire il ricatto di Bossi, reputa vicino l’accordo su una mozione condivisa: ”Avremo nelle prossime ore un incontro per mettere a punto un testo condiviso. Sono certo che si arrivera’ ad un’intesa con l’obiettivo di garantire il rispetto delle decisioni dell’Onu, ma anche la sicurezza del nostro paese ed una prospettiva piu’ certa alle operazioni in corso”. Tra gli aspetti piu’ spinosi che il vertice dei capigruppo parlamentari di Pdl, Lega e Responsabili dovranno affrontare domani, c’e’ infatti quello dei costi dell’intervento in Libia, che per il Carroccio non devono comportare nuove tasse ma un finanziamento entro il perimetro gia’ stabilito delle risorse della Difesa.