Bertolaso, i giornali lo difendono con riserva

«A molti ha fatto comodo lo stato di emergenza, invece dell’ordinaria amministrazione» – E così «la bacchetta magica» che per «tanti Bertolaso è» ha iniziato «a essere strausata, sfruttata, anche a sproposito»

Le principali testate italiane, con editoriali in prima pagina, fondi e commenti, difendono l’uomo Bertolaso e il suo operato, anche se in molti avanzano delle perplessità sul ruolo sempre più ampio assunto negli anni dalla Protezione Civile, che, come scrive il Corriere della Sera in un editoriale dal titolo “Emergenza e regole”, si è «straordinariamente allargata fino a comprendere avvenimenti che non dovrebbero essere considerati emergenza». Il sito della Fondazione Farefuturo di Gianfranco Fini drammatizza la questione:  “Se cade un eroe, perde tutto il paese”.

Trasformazioni, prosegue il quotidiano di via Solferino, «che appartengono alla filosofia e allo stile del governo Berlusconi»: quando si scontra con «le lentezze di un Paese invecchiato» il premier «cede alla tentazione di aggirarle creando percorsi speciali e autorità straordinarie» che «aprono zone grigie in cui il pericolo dell’illegalità diventa maggiore».

“Diteci che non è vero” è il titolo dell’editoriale della Stampa, che in una eventuale colpevolezza di Bertolaso vede la fine delle “speranze” per il Paese. Se l’indagine risultasse “una montatura”, nota però il quotidiano torinese, «vuol dire che ha ragione chi parla da anni di uso politico della giustizia».

Più duro il giudizio di Repubblica, che annovera il capo della Protezione civile tra “i burocrati del Cavaliere”, come “l’esempio più vivido” della “militarizzazione della decisione politica” vista dal premier come “strumento di uso quotidiano del governo”.

“Bertolaso non è un insulto”è il titolo del commento del Sole 24 Ore, che paragona Bertolaso “per quella sua maglietta blu” al “centravanti della nazionale” e si augura che “l’italico istinto piazzaloretista” lasci “lavorare in fretta la magistratura” per chiarire la vicenda.

Sul Giornale scrive il direttore, Vittorio Feltri, sottolineando che “di per sé un avviso di garanzia non significa nulla” e che per ora è il caso di “resistere alla tentazione di un commento passionale”. Anche perché, volendo “credere nello Stato”, si augura che “non si tratti di una iniziativa avventata”. Anche Feltri rileva che quando si agisce nella velocità e si saltano le procedure “si apre lo spiraglio ad abusi”.

Che la Protezione Civile sia “una ottima macchina” ma non “la bacchetta magica” è il punto di vista espresso anche dall’Avvenire. Per il quotidiano dei vescovi «a molti ha fatto comodo lo stato di emergenza, invece dell’ordinaria amministrazione». E così «la bacchetta magica» che per «tanti Bertolaso è» ha iniziato «a essere strausata, sfruttata, anche a sproposito».

Gestione cookie