Casa An a Montecarlo, la procura indaga Frattini per abuso d’ufficio

Pubblicato il 1 Febbraio 2011 22:47 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2011 23:04

Franco Frattini

ROMA – Futuro e libertà, sei giorni fa, lo ha accusato di essere il ”fattorino” di Silvio Berlusconi, mentre un militante del partito denunciava il ministro degli Esteri in Procura. L’epilogo è che sullo scontro politico sull’ex casa di An viene indagato, oggi, dalla magistratura romana, Franco Frattini. Abuso di ufficio l’ipotesi di reato. Gli atti passeranno adesso al Tribunale dei ministri.

In serata, interviene il diretto interessato: “Ho preso atto della mia iscrizione nel registro degli indagati – dice Frattini -. In relazione a tale atto, doveroso da parte della Procura di Roma, attendo con assoluta serenità che i magistrati svolgano nei tempi più brevi gli accertamenti necessari”. E aggiunge: ”Confido in una rapida e definitiva conclusione della vicenda, iniziata con argomentazioni del tutto prive di fondamento”. La maggioranza serra le fila, e si indigna: il portavoce del Pdl Daniele Capezzone si dice ”allibito”; Sandro Bondi parla di ”barbarie”.

”Ovviamente – ironizza il sottosegretario Mantovano – questo non rappresenta sconfinamento istituzionale: è esercizio di controllo democratico!”. Un passo indietro, al 27 gennaio, spiega questo ennesimo colpo di scena sull’ingorgo politico-giudiziario che sta paralizzando la politica del Paese. Quando la presenza in Senato del numero uno della diplomazia italiana – nella lettura di molti – avrebbe esteso lo scontro istituzionale in atto aprendo un fronte anche fra le due Camere. Frattini ha sostenuto a Palazzo Madama che le carte di Saint Lucia (quelle piovute in Italia dall’isola caraibica per dimostrare che la casa di Montecarlo appartiene al cognato di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani) dicono la verità.

”Ritengo fosse mio dovere essere qui”, sottolineò il ministro nell’occasione. Non si è mai visto un ministro che si rifiuti di andare in Parlamento quando viene convocato”, aggiunse. Quel gesto è stato ritenuto, invece, anomalo: Frattini ha parlato in un’aula lasciata semivuota dall’opposizione; e i futuristi hanno attaccato subito dopo anche il Presidente del Senato, Renato Schifani. Colpevole, a loro avviso, di aver calendarizzato la risposta proprio all’interpellanza sull’ appartamento di Montecarlo. La conseguenza, del resto, fu una immediata richiesta di dimissioni di Gianfranco Fini. Non la avanzò il ministro degli Esteri, ma il Pdl: ”Dica Fini se intende tenere fede alla sua promessa di dimissioni: la casa è del cognato. La prova ora c’è. Il nodo è politico”.

Nella denuncia, fatta da un privato, forse simpatizzante di Fli, si contestano le modalità di acquisizione del carteggio dal governo di Santa Lucia dal quale emergerebbe che la proprietà dell’abitazione di Montecarlo, ereditata da An e poi ceduta per 300 mila euro nel 2008, è di proprietà di Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, compagna del presidente della Camera Gianfranco Fini. Gli accertamenti sono affidati al procuratore aggiunto Alberto Caperna. Tra domani e dopodomani il fascicolo sarà inviato per competenza al tribunale dei ministri con le richieste della procura. Queste potranno essere di archiviazione o di svolgimento di accertamenti.

L’iscrizione di Frattini è avvenuta alla vigilia dell’udienza fissata per l’esame di opposizione alla richiesta di archiviazione delle posizioni di Fini e dell’ex tesoriere di An, Francesco Pontone, per l’ipotesi di truffa legata alla cessione dell’immobile di Boulevard Princesse Charlotte. Ad occuparsi della vicenda sarà il presidente dei gip Carlo Figliolia. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è intervenuto in difesa del collega definendo ”angosciante” l’apertura di un fascicolo al tribunale dei ministri sulla base di ”una denuncia temeraria e intimidatoria”. Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, il caso non esiste: Frattini ”si è doverosamente recato in Aula al Senato per rispondere ad una interrogazione parlamentare come rientra nei suoi doveri. Tutto il resto è polemica gratuita e propaganda”.