Casamonica, Franco Gabrielli: Lo Stato c’era, ma dormiva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Agosto 2015 9:17 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2015 9:17
Casamonica, Franco Gabrielli: Lo Stato c'era, ma dormiva

Casamonica, Franco Gabrielli: Lo Stato c’era, ma dormiva

ROMA – Lo Stato c’era, ma dormiva. Non cerca alibi il prefetto di Roma Franco Gabrielli su quanto accaduto, senza intervento delle istituzioni, durante il funerale del capoclan Vittorio Casamonica. Non cerca alibi perché alibi non ce ne sono. Polizia, carabinieri e istituzioni tutte sapevano ma non hanno saputo collegare, fare due più due, capire quanto stava per succedere ed eventualmente prevenire.

In conferenza stampa Gabrielli spiega:

“Le informazioni c’erano, seppure in maniera indiretta le informazioni c’erano. Ma come ho scritto nell’informativa al ministro, non hanno raggiunto i vertici delle strutture che avrebbero potuto assumere decisioni”.

Il quadro tinto da Gabrielli è disarmante. A partire da quel carabiniere che si è limitato a dare il permesso a tre membri del clan di lasciare gli arresti domiciliari per partecipare al funerale:

“Difficilmente potremo muovere un rilievo disciplinare a quel carabiniere. Magari a qualcun altro di altri ambiti che non ha raccolto l’informazione. Serve un cambio di mentalità bisogna prima di tutto restringere il novero delle notizie che interessano”.

In ogni caso, per ammissione dello stesso prefetto, difficile immaginare “teste che cadono” a causa della vicenda:

“Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste. Se necessario le teste sarà il ministro a farle rotolare. Non ci sono rilievi che possa muovere ai vertici delle forze di polizia per quanto accaduto prima. Chiederò di verificare se ci saranno provvedimenti di carattere disciplinare se ci sono state delle mancanze”.