Del Turco: procura sequestra 33 milioni ad Angelini

Villa al mare, appartamenti in giro per l’Abruzzo, parte della clinica Villa Pini, titoli obbligazionari per 5 mln di euro e anche una Porsche. E’ una parte dei beni sequestrati con decreto del Gip Michela Di Fine al grande accusatore della sanitopoli, Vincenzo Angelini, il patron di Villa Pini: sei appartamenti, cinque auto, cliniche e strutture sanitaerie per trentatre milioni di valore che la Procura di Pescara guidata da Nicola Trifuoggi, ha chiesto e ottenuto in merito alle truffe che Angelini avrebbe commesso ai danni della Regione Abruzzo.

Un sequestro per equivalente, in merito a quelle che la Procura chiama le truffe della cartolarizzazione del 2004 e una transazione con la Asl di Chieti. Un sequestro che è una mazzata sul capo di una azienda in grave crisi, visto che pur vantando crediti dalla Regione non paga gli stipendi dei suoi 1500 dipendenti da oltre sette mesi, dipendenti che nelle scorse settimane, esasperati, hanno persino occupato l’assessorato regionale alla sanità a Pescara.

Si conclude così una settimana di fuoco per la sanitopoli abruzzese che nel luglio del 2008 portò all’arresto di Ottaviano Del Turco e alla decapitazione della giunta di centrosinistra: dal no alla custodia cautelare per il deputato del Pdl Sabatino Aracu al sequestro di un immobile dello stesso a Pescara, ecco il terzo e clamoroso provvedimento ottenuto dai magistrati pescaresi: il sequestro non ostacola il proseguimento delle attività sanitarie del Gruppo Villa Pini, ma le 115 pagine del decreto aprono scenari più ampi, anche se non contemplano reati diversi rispetto alle ordinanze del luglio 2008. Si tratta, hanno fatto sapere in Procura, di fatti noti e già nelle carte.

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