Enrico Letta contro Rehn lo scettico: “Faccia l’arbitro e non faccia guai”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2013 17:02 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2013 20:19
Enrico Letta: "Nel 2014 o si va avanti o ci si avvita"

Enrico Letta (Foto Lapresse)

ROMA – Al mattino ha letto, innervosendosi sempre di più, l’intervista a Olli Rehn di Repubblica in cui il commissario europeo diceva di essere “scettico” sulla effettiva capacità dell’Italia di ridurre il debito pubblico.

Non ha lasciato passare che poche ore che alla prima occasione Letta, in maniera inconsueta, ha duramente polemizzato con il commissario Rehn.

“Deve parlare di stabilità, di equilibrio finanziario. Lo scetticismo fa parte di un’altra categoria del dibattito politico che anche lui può usare ma togliendosi la giacca da commissario altrimenti si troverà un parlamento europeo carico di populismi e di euroscettici. La quantità di elettori che si sposteranno sarà molto consistente”.

“Al commissario dico che i nostri conti sono in ordine e solo l’Italia e la Germania hanno da tre anni il Pil sotto il 3%. L’Italia è un Paese serio. Nel 2014 inizierà a calare il debito”, sia attraverso “le privatizzazioni”, sia attraverso “la legge di stabilità” in via di approvazione.

LA REPLICA DI REHN – In serata è arrivata la replica di Rehn, attraverso il suo portavoce Simon O’Connor:

“Quello del realistico scetticismo è un approccio che si applica a tutti i Paesi e deriva dalle passate esperienze sulla tendenza degli Stati a sovrastimare gli introiti futuri derivanti dalle privatizzazioni. Ci sono stati molti, molti esempi di introiti sovrastimati dato che le procedure di privatizzazione sono notoriamente difficili da predire con precisione. Per questo Bruxelles richiede sempre un adeguato livello di concretizzazione delle misure prima di includere nei  conteggi relativi ai conti pubblici”.

Più in generale, O’Connor ha poi sottolineato che

“i rilievi fatti da Rehn nell’intervista, in sostanza, hanno semplicemente ribadito il giudizio della Commissione come presentato all’Eurogruppo e adottato dai ministri”.