Letta: “Basta ayatollah Ue del rigore”. Saccomanni: “La Manovra non cambia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Novembre 2013 11:07 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2013 16:37
Enrico Letta: "Italia ha conti in ordine. Basta ayatollah Ue del rigore"

Enrico Letta (Foto Lapresse)

ROMA – “L’Italia ha i conti in ordine. Anche se per alcuni ayatollah del rigore in Europa questo non è mai abbastanza, ma di troppo rigore l’Europa finirà per morire e le nostre imprese finiranno per morire“: il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parla all’assemblea di Federcasse e ribadisce l’importanza di una politica economica che punti alla crescita, non solo all’austerità, senza però esagerare con il fare debito e deficit. Sulla stessa linea il ministro Saccomanni, secondo cui la legge di Stabilità non verrà modificata.

DEBITO E DEFICIT VS AUSTERITY –  “C’è bisogno di politiche europee per la crescita e ora possiamo chiederlo perché abbiamo i conti in ordine, anche se questo non vuol dire che c’è libertà di fare debiti. Sul fronte europeo siamo tirati da alcuni ayatollah del rigore per i quali non sembra mai abbastanza, e sul fronte italiano siamo tirati dai troppi che pensano che basta semplicemente mettersi a fare debito e deficit, e dare soldi, pensando così che il nostro debito ce la farà. Siamo un Paese che ha grande forza. Siamo stati scolari discoli sul terreno del debito pubblico, ma molto accorti sul terreno del debito privato, ora proprio su questo dobbiamo cercare il rilancio”

BOND – Per il presidente del Consiglio il sistema italiano non sarà più a rischio solo quando il tasso dei bond raggiungerà il 3%. “Finché non arriveremo almeno a un tasso al 3% sui bond decennali, fino a che questo non diventa punto di riferimento del sistema, continueremo a vivere una situazione di vulnerabilità”.

BCE E BEI –  Secondo Letta l’Europa rischio di commettere un errore fatale: “Dare tutto il peso a un unico strumento, la Bce, anche se grazie alla guida autorevole di un italiano, Mario Draghi, ha consentito di calmare la crisi”, ha detto, “ma la Bce non può fare sviluppo, bisogna rafforzare la Bei“, cioè la Banca europea per gli investimenti. “L‘unione bancaria si può realizzare senza bisogno di cambiamenti dei trattati, può e deve essere completata con strumenti esistenti: entro fine anno bisogna completare percorso. Anche la crisi bancaria a Cipro non ha trovato risposte immediate europee e si è ribaltata sugli spread non avere avuto strumenti per quella ci fa capire quanto è importante l’unione bancaria, perché essere poco reattivi a crisi è una vulnerabilità che non ci possiamo permettere”.

SACCOMANNI: La legge di stabilità non si cambia. “No” nessuna modifica alla legge di stabilità dopo i rilievi di Bruxelles: così il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni risponde a chi gli chiede se dopo il parere della Commissione la legge verrà modificata. “Si tratta di capire bene le misure già prese, mi dispiace per il partito della bocciatura”.