Festa Pd Modena, Matteo Renzi star: “Chi perde detta la linea”

di Federico Del Prete (da Ansa)
Pubblicato il 8 settembre 2013 12:24 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2013 12:47
Festa Pd Modena, Matteo Renzi star: "Chi perde detta la linea"

Matteo Renzi (Foto LaPresse)

MODENA – “Perdono le elezioni e ci dettano la linea da seguire”. Più che la festa dell’Unità, pare il festival di Venezia. Ormai Matteo Renzi non è solo un politico, è definitivamente una star della cultura popolare di questi tempi. L’accoglienza di Modena al sindaco di Firenze è stata la più calda del suo tour emiliano-romagnolo, lo zoccolo più duro da conquistare, secondo gli esperti, nella sua scalata al Pd.

E a giudicare dalla reazione del popolo più ‘rosso’ del partito (qui la Festa in una settimana ha già incassato un milione e passa di euro), tra Renzi e il traguardo non ci sono più ostacoli: lo hanno osannato, abbracciato, baciato, fotografato, gli hanno urlato di continuo ‘mandali a casa’, interrotto sul palco, lanciato magliette e mandato baci. Nemmeno fosse George Clooney.

Agli 8.000 (forse di più) che lo hanno ascoltato nell’Arena del Lago (a differenza di Bologna, la location del suo intervento è stata spostata visto l’atteso grande afflusso), Renzi ha ribadito la sua idea d’Italia. Non solo rottamazione, non solo slogan, ma soprattutto ”idee”, fatti concreti, una nuova visione del futuro, perché ”per me la sinistra è apertura, non chiusura, coraggio e non paura: se dovessi mettere la residenza da qualche parte, sceglierei una frontiera”.

E così gli applausi più vigorosi sono arrivati sui passaggi dedicati al Pd: ”Sogno un partito fatto da dirigenti, militanti, volontari della Festa, invece qui c’è gente che perde anche le elezioni del proprio condominio e che ci detta la linea”. Ovazione: ”E’ gente che viaggia in auto blu, con le scorte. Gente che sta dentro al palazzo, invece io voglio persone che stanno in strada”.

Doppia ovazione: ”Se vogliamo cambiare l’Italia, dobbiamo cambiare noi perché se non cambiamo, perdiamo e io non voglio più perdere”. La strada verso una nuova Italia passa anche attraverso l’abbattimento del tabù lavoro: ”Non è l’articolo 18 il problema – attacca Renzi su uno dei temi più cari al mondo della sinistra – è un simbolo importante, ma riguarda poche persone”.

E dal tasto ‘delusi’, il serbatoio dove attingere quei voti che mancano al centrosinistra per vincere, a partire dal Movimento Cinque Stelle: ”Quelli fanno alpinismo istituzionale, qualcuno può ricordare ai ‘grillini’ che li paghiamo per risolvere i problemi e non per fare delle sceneggiate?”.

Renzi spazia dalla sua partecipazione ad ‘Amici’ alla lotta contro il colesterolo. Scherza sulla ‘pitonessa’ e su Fioroni (”Ci interessa veramente con chi sta?”), senza citare quasi mai i suoi avversari alle primarie. Poi, inevitabilmente, si arriva a Berlusconi: ”Su di lui nessun pastrocchio, non c’è nessun voto che può rimettere in discussione una sentenza”, ribadisce, dicendosi convinto, però, che il Caimano non metterà in discussione il Governo. ”Secondo me – azzarda Renzi – non si tornerà a votare”, poi con quello, scherza, ”vatti a fidare…”.

(FONTE ANSA)