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Giovannini: “Lavoro, con la ripresa quattro priorità”

Enrico Giovannini (LaPresse)

Enrico Giovannini (LaPresse)

ROMA  – Enrico Giovannini sente aria di epurazione, già circolano i nomi dei suoi sostituti e ricorre a una delle mille interviste, di solito date a Repubblica, sui suoi sogni. Ora immagina una ripresa che solo lui vede e parla di un grande piano per il lavoro, per giocare d’anticipo forse sul demenziale Job Act di Matteo Renzi e Marianna Madia, quella che tanto lo vorrebbe sostituire che già lo ha eliminato, confondendolo con un altro ministro.

Così parlò il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, nell’intervista al Messaggero.

”Negli ultimi anni le politiche del lavoro sono state orientate ad un approccio difensivo, sostanzialmente stanziando fondi per gli ammortizzatori sociali. Ora la prospettiva va cambiata. Con la ripresa della produzione, per prima cosa dobbiamo riuscire ad accrescere le opportunità di lavoro di chi è disoccupato o inattivo. In secondo luogo dobbiamo favorire la rioccupabilità di chi è stato in cassa integrazione e ha perso professionalità. Il terzo punto è quello di ridurre il rischio che nelle imprese dove ancora la ripresa non si vede diminuisca l’occupazione. Infine dobbiamo ripensare il sistema degli ammortizzatori sociali”.

Giovannini riferisce il Messaggero, sostiene

”l’estensione dell’articolo 2216 del codice civile anche ai parasubordinati, una tutela che prevede che l’Inps garantisca a chi lavora certe prestazioni anche se l’ impresa non paga i contributi, salvo poi rivalersi sull’ impresa”.

Tuttavia

”parlare di ammortizzatori sociali senza politiche attive è riduttivo”, rileva il ministro, che sottolinea ”l’arrivo di un sistema premiale per i centri d’ impiego e gli atri soggetti che collocheranno i lavoratori”. Sul taglio del cuneo fiscale, il fondo taglia-tasse ”è stato destinato potenzialmente a varie finalità ma il premier, citando i dati sulla riduzione dello spread, ha indicato in questo una opportunità in più per ridurre il costo del lavoro”,

afferma Giovannini. In merito al Job Act,

”qualsiasi strumento che possa aiutare le imprese ad assumere con una dimensione temporale più lunga è benvenuto”, osserva Giovannini, secondo cui ”la domanda però è: quante imprese oggi, in questa fase ciclica ancora incerta, sono pronte a fare questo passo avanti?”.

 

 

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