Governo Gentiloni incassa fiducia al Senato: 169 sì, gli stessi di Renzi

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 dicembre 2016 16:37 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2016 17:49
Governo Gentiloni incassa fiducia al Senato: 169 sì, gli stessi di Renzi

Governo Gentiloni incassa fiducia al Senato: 169 sì, gli stessi di Renzi

ROMA – Il governo Gentiloni incassa la fiducia anche al Senato, dove i numeri erano ben più risicati rispetto alla Camera. Il via libera di Palazzo Madama è arrivato con 169 voti favorevoli, gli stessi su cui Matteo Renzi ha fondato il suo governo il 25 febbraio 2014. I voti contrari sono stati 99 e zero astenuti. Ala e Lega non hanno partecipato al voto, M5s ha votato contro.

Pd e Ncd-Centristi per l’Italia, più una cospicua parte del gruppo Misto. La maggioranza del governo Gentiloni si regge soprattutto su queste tre gambe – oltre che sulla grandissima parte del gruppo Per le Autonomie – a quanto si vede dai tabulati del voto di fiducia di Palazzo Madama. Voto nel quale non compare, come annunciato in Aula, il sì di Ala-Sc.

Nel Pd in 111 su 113 hanno votato al Senato: non votano il presidente del Senato Pietro Grasso (come da prassi) e il senatore Felice Casson, in missione (anche se, si fa notare con ironia tra i Dem, Casson da tempo è in missione…). Compatti i centristi: arrivano infatti i 28 sì di Ncd e anche l’ok di Antonio De Poli, unico esponente Udc a Palazzo Madama dopo lo scioglimento di Ap. Nelle Autonomie in 16 su 19 danno la fiducia a Gentiloni: all’appello mancano i senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia nonché Claudio Zin, eletto nella circoscrizione America Meridionale. Tre, infine, i membri di Gal che hanno votato sì: Paolo Naccarato, Riccardo Villari e Angela D’Onghia mentre rispetto alle precedenti votazioni ha cambiato trend – non votando la fiducia – Michelino Davico.

A governo un aiuto che potrebbe essere determinante arriva dal gruppo Misto: su 28 senatori in 11 votano la fiducia. Oltre ai sette che solitamente davano la fiducia all’esecutivo Renzi (da Della Vedova a Molinari, da Bencini all’ex M5S Fuksia) a Gentiloni giungono gli ok di Dario Stefano e Luciano Uras – eletti con Sel – di Maurizio Rossi di Liguria Civica e dell’ex premier Mario Monti.

Paolo Gentiloni, presente da mercoledì mattina a Palazzo Madama, è intervenuto nella replica della discussione sulla fiducia. “Voi – ha detto Gentiloni – sapete che io ho condiviso pienamente la riforma costituzionale che è stata approvata ripetutamente in quest’aula, ma sapete altrettanto bene che i cittadini italiani hanno deciso, il popolo ha deciso con un referendum dal risultato netto. Quindi potrei dire che la fiducia che chiedo a nome del governo al Senato è una fiducia un po’ particolare: chiedo la vostra fiducia ed esprimo la mia fiducia nei confronti del Senato e delle sue prerogative“.

“Non siamo innamorati della continuità – ha detto ancora il presidente – abbiamo anzi rivolto una proposta all’insieme delle forze parlamentari per individuare una convergenza più larga. C’è stata una indisponibilità: non un amore della continuità ma la presa d’atto di questa situazione ha spinto le forze che hanno sostenuto questa maggioranza a dar vita a questo governo, per responsabilità”.

Non è un governo di inizio legislatura ma innanzitutto deve completare la eccezionale opera di riforma, innovazione, modernizzazione di questi ultimi anni. Sul fatto che ci sia una mole di innovazione portata avanti credo non ci sia alcun dubbio: ci viene riconosciuto dai cittadini italiani e in sede internazionale. Sarebbe assurdo che un governo che molti critici accusano di eccesso di continuità, immaginare che completare le riforme avviate non sia il suo compito principale”.