Grillo, dossier di Brunetta: “Aids non esiste, pc rovina-uomo, Montalcini p***…”

di Alessandro Avico
Pubblicato il 7 Novembre 2012 17:22 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2012 17:36
Beppe Grillo

ROMA – Dall'”Aids che non esiste” ai “computer rovina dell’uomo”. L’ex ministro Renato Brunetta ha fatto un dossier con tutte le vecchie frasi di Beppe Grillo. Frasi che ovviamente oggi il portavoce del Movimento a 5 Stelle oggi non si sognerebbe più di dire. Un dossier che testimonia anche come lo scontro politico tra vecchi e nuovi partiti abbia scoperto una nuova forma di lotta: la rassegna stampa delle peggiori frasi pronunciate dall’avversario. Ecco il “dossier” di Renato Brunetta su Beppe Grillo:

La frase sull’Aids (1998):

“Veltroni va là e scopre i malati di AIDS. Arriva qui e ci ha la soluzione: dice cazzo, l’Aids, bisogna mettere a tutti il preservativo! E lo dice uno che è dieci anni che il preservativo ce l’ha sulla testa e non se ne accorge. Allora, lui non dice che sull’Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala”.

La frase contro i computer (2000):

“E’ quattro anni che mi sono comprato il computer. Clicco, io non sono della società del clic, questi lavorano con l’indice, noi apparteniamo alla società del pollice: con gli attrezzi, noi ci siamo separati dall’orango per il pollice, l’orango non riesce a prendere un attrezzo, noi sì. Un computer pesa quindici chili, per farlo occorrono quindici tonnellate di materiali. Ogni sei mesi lo buttiamo nella spazzatura. E’ la tecnologia più pesante che esista”.

Frase contro il Premio Nobel 2001: “Vecchia puttana”. Grillo si rivolge in questi termini, a Rita Levi Montalcini, insinuando che la scienziata torinese avesse ottenuto il Nobel grazie a una ditta farmaceutica che materialmente le aveva comprato il premio.

Decide Grillo cosa dire (2005):

“Io, Beppe Grillo, ne ho piene le tasche di dovermi giustificare. Oggi vi dirò delle cose su di me, sulla mia vita privata, su alcune illazioni. Lo faccio oggi e poi basta. Ho avuto un incidente di macchina nel 1980, guidavo io, mi sono salvato per miracolo, ma sono morte tre persone che erano con me e sono stato condannato per omicidio colposo a un anno e tre mesi”.

La “bufala” sulla Cina (2006):

“La Cina ha oscurato la mia immagine. Un cittadino cinese che volesse vedere Beppe Grillo ottiene questo risultato dalla versione cinese di Google. Nel resto del mondo la mia faccia invece si vede ancora”.

I confini “sacri” della patria (2007):

“Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. E’ un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari. Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati”.

Due frasi sui biocarburanti datate 2007 e 2008:

“In Italia si preferisce far chiudere chi offre alternative al petrolio. Alternative verdi, meno inquinanti, meno costose. La Alcoplus di Ferrara che produce biocarburanti chiuderà. Società come la Alcoplus che vanno moltiplicate: una, cento, mille Alcoplus”.

“Il costo del grano, del riso, della soia sta crescendo. Il valore delle azioni delle aziende che producono biocarburanti aumenta. I campi producono etanolo al posto del pane. Il cibo crea energia meccanica, non più umana. Le macchine vengono sfamate, i poveri del mondo tirano la cinghia. Il biocarburante genera un surplus azionario per le aziende dell’energia. L’assenza di cibo crea invece i morti di fame”.

Beppe Grillo (2008) in risposta a una richiesta di intervista de L’Espresso:

“Io sono un monologhista. Invece dell’intervista scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate”.

Saviano-Berlusconi, (2010):

“Signori! Italiani! Aprite gli occhi: ‘Vieni via con me’ lo produce Endemol, e chi è Endemol? È Berlusconi. Il programma fa ascolti altissimi: quindi Berlusconi guadagna un sacco di soldi. Se aggiungiamo che Saviano non fa i nomi dei politici collusi, né in Lombardia né in Parlamento, è chiaro che poi il nano gode come un riccio”.