Inceneritori, quando la Lega diceva no al governo Renzi FOTO

di Mardy Bum
Pubblicato il 19 novembre 2018 9:27 | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2018 9:28
Inceneritori, quando la Lega diceva no al governo Renzi FOTO

Inceneritori, quando la Lega diceva no al governo Renzi FOTO

ROMA – “Renzi vuole l’inceneritore. Diciamogli no”. Così scriveva a caratteri cubitali la Lega Nord per fermare il termovalorizzatore in Umbria. Era il novembre del 2016, lo si legge sullo stesso cartellone tornato a circolare in queste ore sui social. All’epoca il Carroccio scendeva in campo contro la decisione dell’allora governo Renzi di realizzare un nuovo impianto di smaltimento rifiuti a Terni. Due anni dopo Matteo Salvini innesca una lite di governo con l’alleato 5 Stelle, Luigi Di Maio, asserendo che ci vuole un inceneritore in ogni provincia della Campania.

Alla manifestazione, pubblicizzata sul manifesto e organizzata a Palazzo Cesaroni a Perugia, i consiglieri regionali della Lega, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, chiamavano a raccolta la cittadinanza in difesa di “ambiente e salute: non mandiamoli in fumo”. Di lì a poco, a marzo 2017, gli stessi consiglieri occuparono l’aula del consiglio regionale insieme a due consiglieri M5s per contrastare il progetto del termovalorizzatore. E Salvini applaudiva, anzi solidarizzava. “Grazie per quello che state facendo dentro il palazzo – diceva – da fuori mi arrivano anche via Facebook e Twitter tante testimonianze di fiducia e solidarietà. Grazie Lega perché sulla salute non si scherza, ci sono in ballo posti di lavoro, c’è in ballo la salute di tanti figli. Che il Governo, che il Pd dell’Umbria se ha tempo e la Governatrice dell’Umbria, tra le primarie, le secondarie, le scissioni, le controscissioni, i renziani, i bersaniani, i dalemiani, si occupi un po’ anche di Terni e di Umbria. Tenete duro finché potete”. E concludeva spendendosi in prima persona: “Spero di arrivare anche io personalmente per dare una risposta a tanti cittadini che meritano una risposta”.

Una conversione repentina, se si considera che da allora è trascorso poco più di un anno. Un anno durante il quale il Salvini di lotta è andato al governo e ha invertito la rotta di 180 gradi,innescando nuove tensioni tra gli alleati giallo-verdi. Alla fine, tra i due litiganti, Di Maio e Salvini, il premier Conte si è ripreso la scena dichiarando guerra ai roghi tossici: Lega e M5s si allineano, ostentando ottimismo e moderando i toni si presentano uniti a Caserta per la firma di un “Protocollo d’intesa per un’azione urgente nella Terra dei fuochi”.

Ma Salvini insiste a sfidare i 5Stelle a casa loro: “Ormai c’è un sistema di termovalorizzatori sicuri – dice – La morte e la malattia derivano quindi da una mancata gestione e valorizzazione dei rifiuti”. “A Napoli – aggiunge – tutti pagano la tassa rifiuti come in tutta Italia: è giusto dare a loro questa possibilità, che hanno tutte le altre regioni italiane”.