Lazio, salta intesa Storace-Pannella. Problema tecnico, simbolo in ritardo

Pubblicato il 20 gennaio 2013 8:33 | Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2013 8:35

Francesco Storace (foto LaPresse)

ROMA – L’intesa più discussa, quella tra Francesco Storace e Marco Pannella salta per una “questione tecnica”, un semplice ritardo nella presentazione del simbolo.

L’apparentamento, ha spiegato il leader radicale, non si fara’ ”per motivi tecnici” legati alla trasmissione ai potenziali alleati del simbolo elettorale da parte del candidato governatore del centrodestra. Un ‘fidanzamento’ che avrebbe avuto l’effetto di abbassare sensibilmente per i Radicali la soglia di sbarramento al Consiglio rispetto a una corsa solitaria, ma che per diversi giorni ha spiazzato letteralmente i militanti, agli antipodi di Storace per idee e valori.

Pannella e Storace parlano quasi contemporaneamente, l’uno a Radio Radicale, l’altro a La7. ”Non sono riusciti a portarci prima delle 16,45 di oggi il loro simbolo – ha affermato Pannella – Storace si è scusato perché non è riuscito ad attuare, non so perché, quanto necessario al compiersi dell’accordo. Lui è stato sempre corretto. Ci ha anche proposto di mettere uno dei due consiglieri radicali uscenti in lista, ma entrambi hanno detto di no”.

Storace conferma: ”Siccome mi sono dovuto dedicare alle liste nazionali del mio partito – ha detto il capo de La Destra – ho tardato a compilare il simbolo della coalizione che mi porta alla candidatura. L’ho trasmesso solo oggi a Pannella. Oggi il problema che lui ha è che deve raccogliere firme in calce a un simbolo con la mia candidatura e questo può creare delle difficoltà”.

Sono corretti, aggiunge, non vogliono derogare alle regole. Insomma, il ‘nemico’ resta Luca Zingaretti, nei confronti del quale Pannella ha dato giudizi durissimi (”ha un vizio congenito ricattatorio di stampo comunista, fascista…”).

Il candidato del centrosinistra, pur essendo favorevole a un accordo anche programmatico con i Radicali, aveva posto una condizione: non ricandidare, in nome del rinnovamento, i due consiglieri radicali uscenti Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo. Da lì l’offerta di Storace di ‘un taxi’, un apparentamento tecnico (cioè senza sottoscrizione del programma) che aveva spaccato il partito.

Contrari erano il segretario nazionale Mario Staderini e Matteo Mecacci (esplicitamente) nonché Emma Bonino, chiusa in un silenzio che la dice lunga. Davvero difficile immaginare, al momento, che i Radicali possano tornare a bussare da Zingaretti (che ha continuato a ripetere la sua posizione: ”Non sono io che ho detto no all’accordo, sono loro che hanno rifiutato”).

Dunque, si procede in corsa solitaria, con l’ex capogruppo Rossodivita candidato governatore. E una rete la lancia, ancora una volta, Francesco Storace: ”Vorrei che questa alleanza tecnica ci possa essere. Poi se Pannella ha difficoltà con le firme per la candidatura alla presidenza di Rossodivita possiamo aiutarlo anche lì”.