Maroni: “La Lega è ispirata a Lenin, ma è post-ideologica”

Pubblicato il 23 giugno 2010 20:16 | Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2010 20:46

Roberto Maroni

Per il ministro dell’Interno Roberto Maroni la Lega Nord ”e’ l’unico partito che si ispira a Lenin” per l’organizzazione, ma a differenza del vecchio Pci ”noi siamo post-ideologici, siamo nati dopo la caduta del muro di Berlino”.

”L’analisi del nostro movimento – ha spiegato Maroni – è stata sempre assolutamente superficiale, fermandosi quasi sempre alla prima fila di Pontida, dove c’e’ gente con elmi, corna e barba verde, ma quello e’ folclore, e’ la ‘pancia’. Dietro ci sono tante file con la nostra classe dirigente che abbiamo formato nel corso degli anni: persone capaci, fortemente radicate nel territorio e le radici rimangono”.

Il ministro è intervenuto alla presentazione del libro ‘Leghiste’ di Cristina Giudici (Marsilio editore).

“Siamo gli unici – ha proseguito il ministro – che si ispirano a chi sapeva cosa erano i partiti, cioe’ a Lenin. I partiti sono un’organizzazione difficile da mantenere, perche’ si fondano sul volontariato e migliaia di persone devono essere motivate. C’e’ uno che comanda e gli altri che danno esecuzione al progetto”.

Maroni ha quindi marcato la distanza tra Lega e Forza Italia. ”Negli anni ’90 – ha ricordato – Berlusconi parlava di partito leggero, identificandolo sostanzialmente nel comitato elettorale come avviene negli Stati Uniti. Per noi non è assolutamente cosi’, noi siamo nati come partito pesante”. Domenica scorsa a Pontida, ha sottolineato il titolare del Viminale, ”c’erano 20-30milapersone che hanno sfidato una giornata di pioggia per sentire quelli che in fondo erano i soliti discorsi. Lo fanno perche’ ci credono. Invece, c’e’ un atteggiamento molto snob da parte di chi si ferma alla prima fila, al folclore: in realta’ abbiamo 375 sindaci, di cui 50 donne, dall’eta’ media di 35 anni. La territorialita’ non e’ il limite della Lega, ma la sua forza”. ”A differenza del Pci che aveva un progetto ideologico fondato sulla societa’ divisa in classi – ha detto ancora il ministro – noi siamo nati dopo la caduta del muro di Berlino, siamo post-ideologici e ci organizziamo su un asse verticale Nord-Sud e non orizzontale destra-sinistra”.

C’e’, ha aggiunto, ”chi si stupisce perche’ ci votano operai iscritti alla Cgil, ma noi siamo destra e sinistra. E’ questo che determina il successo della Lega” E la Lega ha imparato molto dalle Feste dell’Unita’. ”Nel ’90 – ha rilevato – abbiamo organizzato la prima festa della Lega ed e’ stata praticamente un disastro. Allora ho mandato gli organizzatori a studiare le feste dell’Unita e l’anno successivo e’ stato un successo”.