Legge elettorale: il Pd si spacca sul referendum dopo il no di Bersani

Pubblicato il 5 Luglio 2011 20:54 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2011 20:54

Pier Luigi Bersani (Foto LaPresse)

ROMA – Due Referendum per abrogare il “Porcellum” e tornare al “Mattarellum” accendono il dibattito interno al Partito Democratico. La proposta della consultazione diretta dei cittadini per cambiare la legge elettorale arriva dal fronte composto tra gli altri da Pierluigi Castagnetti, Arturo Parisi, Walter Veltroni, Stefano Ceccanti, Giorgio Tonini e Sandro Gozi. Ma riceve lo stop del segretario Pier Luigi Bersani.

Il gruppo pro-referendum sarebbe intenzionato a depositare i quesiti già la prossima settimana e terrà mercoledì mattina una riunione riservata per affrontare gli aspetti organizzativi. “Mi stupirei se dirigenti del Pd promuovessero un referendum – reagisce Bersani – La mia linea generale è che il Pd non promuove i referendum, perché si tratta di strumenti a disposizione della società civile”.

“Il Pd può appoggiare un referendum – chiarisce ancora Bersani – ma non promuoverli, se vogliamo avere un buon equilibrio tra partiti e società civile”.

Secca la reazione di Parisi: “Invece di sorprendersi per la disperazione nella quale siamo finiti, risponda urgentemente all’appello che in più di sessanta gli abbiamo rivolto dicendoci di quale altra strada disponiamo dopo che per anni è stata rinviata ogni battaglia parlamentare preferendo subordinarla alla costruzione di nuove alleanze e di nuovi governi”.

Sul tema, interviene con una posizione di mediazione Rosy Bindi, presidente del Pd: “Il Partito Democratico ha elaborato una sua proposta di riforma della legge elettorale, ispirata al maggioritario con doppio turno. Tuttavia, nella prevedibile difficoltà di modificare la legge elettorale in Parlamento, si guarda con attenzione alle iniziative referendarie”.