Liste e firme alle Camere, il far west dei poveracci

Pubblicato il 20 Dicembre 2012 16:13 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2012 16:15

Liste e firme alle Camere, il far west dei poveracci

ROMA – Finisce “a schifìo”, così come d’altronde aveva vissuto per quasi 5 anni. Nelle sue ultime ore, nei suoi ultimi giorni, il Parlamento della XVI legislatura offre lo spettacolo del “nascondi la legge”. Quale legge? Quella secondo la quale non si possono candidare i condannati a pene da due anni in poi per reati contro la pubblica amministrazione.

Ma in fondo questa del tenere il ceto politico al riparo da decisioni e sentenze della magistratura è cosa che questo Parlamento ha sempre fatto. In queste ore c’è di più e di peggio. Si gioca al “ruba la firma”: ci sono, ci sarebbero, le firme da raccogliere per la presentazione delle liste. Siccome si vota in fretta il governo ha deciso di dimezzarle, da 120mila a 60mila. Ma ha anche deciso che chi ha un gruppo parlamentare costituitosi durante la legislatura non le deve raccogliere.

Il Pdl ha subito individuato quella che ritiene la “losca manovra”: Monti avrebbe imbrogliato le carte per esentare dalla raccolta delle firme le liste di centro che lo appoggeranno. ma il Pdl non ha voluto essere da meno a nessun presunto o reale imbroglia-carte, e quindi ha presentato un emendamento che esenta dalla raccolta delle firme il partito di La Russa, figlio naturale del partito di Berlusconi. Su queste due risse i saloon di Montecitorio e di Palazzo Madama inscenano una parodia di far west che c’è da sperare nessuno veda. Nessuno di quelli che devono fare accordi politici o investimenti economici in Italia.