Marini addio, fuori il primo: Pd e Pdl verso scheda bianca fino al quarto turno

Pubblicato il 18 Aprile 2013 14:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2013 17:46

ROMA – Marini addio, il primo è andato. Sia il Pd che il Pdl dopo il primo turno si sono chiusi in riunione: meditano entrambi di votare scheda bianca, fino al quarto turno. Comincia alle 15,30 il secondo turno disperato di Franco Marini. Disperato per lui, disperato per il Pd di Bersani ormai sfarinato. Una buona metà dei 436 elettori su cui pensava di poter contare Bersani non ha infatti votato il nome del candidato scelto dal Pd-Pdl. Marini è stato votato, alla prima votazione, dal centrodestra e solo da una parte del Pd. Per questo la seconda votazione è disperata, quello di Marini un nome ormai al tramonto. L’ex presidente del Senato chiude il primo voto a 521 voti. Ne servono 672 per raggiungere il quorum nelle prime votazioni. Significa che mancano 150 voti, e sono voti soprattutto della sinistra.

Alla ricerca di un candidato per costruire un asse con il Pdl, Bersani ha puntato su un nome che però ha immediatamente creato una rottura nel Pd. Nell’ordine: Prodi, Veltroni, Renzi e D’Alema hanno detto no a Marini. Renzi ha detto chiaramente che  i suoi 50 parlamentari avrebbero scelto la scheda bianca, le schede bianche sono state complessivamente 104. Il nome di Marini ha avuto anche l’effetto immediato di compattare Sel con Grillo: uniti hanno votato Stefano Rodotà. Che però non sfonda con i suoi 240 voti. Il primo turno è stata una sfiducia del Pd a Bersani, il secondo è l’addio a Marini.

Marini però non molla. Eppure il “lupo” non cede. Pier Luigi Bersani,  scrive infatti l’Ansa citando fonti parlamentari, avrebbe ‘sondato’ Franco Marini per capire se, alla luce della prima votazione, l’ex presidente del Senato aveva intenzione di ritirarsi. Ma Marini per ora avrebbe escluso un passo indietro, convinto di potercela fare, con il sostegno del Pdl, dalla quarta votazione.