Maroni ribadisce: “Giovedì è decisivo, se non passa il federalismo si va alle urne”

Pubblicato il 31 Gennaio 2011 9:37 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2011 9:38

Roberto Maroni

La Lega insiste con il ritornello: o passa il federalismo, e deve passare tutto, o si torna tutti a casa e si va a votare. A ribadirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, è il ministro dell’Interno, Roberto Maroni: ”Se giovedì il federalismo non passa andiamo tutti a casa”.

“Dopo la fiducia del 14 dicembre – dice Maroni – è come se fossimo in convalescenza” e ”quello che sta accadendo alle istituzioni non ci dà una maggioranza sicura”. Il ministro leghista dice di condividere le ”preoccupazioni” di Napolitano e invita ad ”uscire al più presto dallo scontro tra istituzioni per fare ripartire l’attività del governo”. Un contrasto, ”ne ho parlato di recente con il presidente della Repubblica”, che ”riflette il fatto che al vertice delle istituzioni ci sono leader politici”.

Se ”il Capo dello Stato decide di sciogliere le Camere – aggiunge – ne prenderemo atto”. La Lega, ”che è il partito-sindacato della Padania”, territorio in cui è ”quasi politicamente egemone”, è ”da tempo” pronta al voto, e alle urne, assicura, sarà ”con il Pdl”, partito ”che ha consistenza e presenza sul territorio” e che ”andrà oltre Berlusconi”. Se il premier non dovesse ricandidarsi, anche se ”non se ne è mai parlato”, nel centrodestra comunque ”ci sono tanti uomini e donne capaci, competenti e dotati di leadership in grado di guidare un governo”.

Quanto alla possibilità di un ‘election day’ con le amministrative (che saranno ”il 15 maggio, con ballottaggio fissato il 29”) per Maroni è ”difficile”, ma per ora ”apnea fino a giovedì, poi penseremo al resto”. E ”nel resto ci sono prvvedimenti concreti”: ”Ho parlato con Bossi – spiega – e so che prenderà un’iniziativa nei prossimi giorni”. L’Italia, peraltro, ”deve guidare l’Europa” per ”promuovere un’azione immediata per i Paesi del Maghreb in rivolta. Temo l’invasione – sottolinea – noi siamo la porta dell’Europa”.

Quanto alla proposta di Massimo D’Alema, per l’esponente del Carroccio è ”irricevibile” perché ”non può esserci un ‘dopo Berlusconi’ che passi per un ‘contro Berlusconi’ ”. E sulle vicende del premier, Maroni ribadisce che secondo lui ”alla fine si dimostrera’ l’inconsistenza delle accuse” e ”non gli faranno perdere voti”.