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Monica Cirinnà contro i carnivori: “Carne a Natale? Sei cannibale…”

Monica Cirinnà contro i carnivori: "Carne a Natale? Sei cannibale..."

Monica Cirinnà contro i carnivori: “Carne a Natale? Sei cannibale…”

ROMA – Mangiare carne a Natale fa di te un cannibale. Questa l’opinione della senatrice Pd Monica Cirinnà, che ha duramente attaccato tutti coloro che per il pranzo natalizio porteranno in tavola abbacchio e patate, o ancora maiale e magari lasagne al ragù. Per la senatrice, vegetariana e animalista convinta, mangiare carne a Natale non rende carnivori, caratteristica naturale dell’uomo, ma addirittura “cannibali“. Una definizione che non può essere altro che dispregiativa per chi ha abitudini alimentari differenti da quelle della senatrice.

Giuseppe De Lorenzo sul quotidiano Il Giornale scrive che la (infelice) dichiarazione della Cirinnà è arrivata durante il programma Un giorno da pecora in onda su Rai Radio 1. La senatrice ha parlato del suo menù per i cenoni di Natale e Capodanno, sottolineando che si tratta di menù vegetariano e sicuramente gustoso. I gusti d’altronde son gusti, ma se si parla di persone che mangiano carne o pesce, come è normale che accada durante le feste, le parole a loro riservate da Monica Cirinnà non sono certo gentili:

“Chi a Natale mangia pesce e carne fa i conti con la propria coscienza, io dico che sono dei cannibali, e non è detto che sia un’offesa”, ha sancito fiera la senatrice. “Perché bisogna festeggiare il giorno più bello della natività con qualcuno che è morto? Ad esempio, per chi mangia l’abbacchio: in realtà l’agnello non è altro che il bambino della pecora…”. Scoperta del secolo.

L’amore per gli animali della Cirinnà è tale che una volta, dice lei, “avevo 36 topolini, ma poi li ho liberati tutti, qui a Roma, in centro, in un posto che non confesserò mai: dove non ci sono né macchine né gatti”. Si parla di anni fa, ed ora “si saranno centuplicati!”. Ecco svelato, insomma, il rebus che ha tenuto banco nella Capitale per tutta la scorsa estate, quando un gruppo di bambini della periferia capitolina pubblicarono online un video in cui contavano uno per uno i ratti che infestavano (e infestano) la spazzatura romana. Cirinnà liberò “un mix tra topini di campagna e laboratorio, erano piccolissimi”. Chissà come saranno diventati oggi. “Io l’ho fatto per salvare 36 vite, e quindi credo di aver fatto bene”. Forse i romani non la pensano allo stesso modo”.

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