Morte alla Notte Bianca della Sapienza. Gasparri: autorità si assumano le proprie responsabilità    

di Marilena D'Elia
Pubblicato il 26 Giugno 2019 9:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2019 2:55

Roma- “Invece di polemiche, servono fatti dopo la tragica morte di un ragazzo all’Università La Sapienza di Roma, attirato da un rave abusivo”, commenta così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri la morte di Francesco Ginese alla Notte Bianca della Sapienza

Il giovane venticinquenne di Foggia la sera di venerdì 21 voleva partecipare alla “Notte Bianca – Sapienza Porto Aperto” all’ateneo La Sapienza, all’interno della città universitaria nel quartiere San Lorenzo.

Forse per la fila da fare Francesco aveva cercato la via più veloce per entrare e cominciare subito a divertirsi. Certo non potrà più raccontarci le sue ragioni perché è morto. Si è reciso l’arteria femorale scavalcando un cancello d’ingresso A nulla è valso l’intervento d’urgenza al vicino Policlinico Umberto Primo: la giovane vita del ragazzo è finita domenica 23. Aveva solo 25 anni.

Il raduno notturno che era in corso a La Sapienza di Roma non era autorizzato e per ciò stesso è lecito avere dubbi sulle eventuali misure di sicurezza ove ne siano state prese. Sorprende però che, pur mancando le autorizzazioni, questi eventi vadano avanti da anni

Continua ancora il senatore forzista:

“Si legge perfino sui giornali che esiste un vero e proprio centro sociale che ha occupato dei locali della Sapienza, con il nome Tre serrande, che organizza questi rave. Gli eventi vengono puntualmente segnalati al commissariato di Polizia e poi nessuno interviene. . Ci sono quindi responsabilità di tutte le autorità. Da quelle di governo a quelle dell’ateneo. Bisogna intervenire subito. Porre fine alle occupazioni illegali. Porre fine all’attività all’interno dell’ateneo di un centro sociale che si appropria degli spazi come se fossero una cosa propria.”

Il raduno del 21 giugno in cui ha perso la vita il giovane Francesco non è che l’ultimo di una lunga serie tra quelli organizzati all’interno dell’ateneo romano La sapienza e soprattutto all’interno della città universitaria nel quartiere San Lorenzo. A nulla sono valsi moniti e divieti. puntualmente ignorati La Procura di Roma ha deciso di aprire un fascicolo sui rave illegali, che da tempo, vengono organizzati all’interno della Sapienza senza autorizzazione. Sorprende però che, pur mancando le autorizzazioni questi eventi vadano avanti da anni. Da parte sua l’Ateneo, quando ha notizia dell’organizzazione di eventi non autorizzati, ne dà comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza, come aveva fatto anche in questo caso, ma non sembra che abbia mai chiesto esplicitamente l’intervento della forza pubblica, richiesta necessaria quando la polizia deve entrare in un ateneo.

Conclude Gasparri

“Tutti scaricano le colpe sugli altri. È ora di finirla con questo atteggiamento che è irresponsabile dopo un evento così drammatico. Sia la prefettura a convocare tutte le autorità coinvolte, quelle dello stato e quelle dell’ateneo. E ciascuno si assuma le proprie responsabilità. C’è chi sta al governo e parla come se fosse uno spettatore. C’è chi sta all’ateneo e scarica su altri le responsabilità. Le colpe sono di tutti. Anche di chi tace e di più di chi parla senza agire in base ai poteri di cui è dotato”.

L’’ateneo, luogo della triste vicenda, il 23 giugno, giorno della morte del ragazzo, esprime

 “Profondo dolore per la morte assurda di Francesco Ginese, il ragazzo che si era gravemente ferito nella notte tra venerdì e sabato scorsi e manifesta solidarietà e vicinanza alla famiglia, così duramente colpita per la perdita di un figlio brillante e promettente.

Rattrista grandemente che nonostante i ripetuti divieti, denunce e moniti a evitare comportamenti non consentiti e rischiosi per l’incolumità, si sia verificato un incidente di tale gravità.

Si ringrazia tutto il personale medico del Policlinico universitario Umberto I per l’impegno profuso in queste ore con due difficili interventi chirurgici nel tentativo di salvare questa giovane vita”.