Napolitano e il “complotto” contro Berlusconi: “Non c’ero”

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 14 Maggio 2014 18:23 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2014 22:22

 

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano

ROMA – La crisi era politica e parlamentare, tutta interna all’Italia. Le dimissioni di Berlusconi spontanee e dovute proprio al quadro politico. Nessun complotto internazionale, insomma. Giorgio Napolitano torna sulle rivelazioni dell’ex segretario al Tesoro americano Timothy Geithner che in un libro ha sostenuto come nel 2011 ci fossero state pressioni agli Usa da parte di esponenti europei per fare in modo che Berlusconi si dimettesse. Affermazione ponderata e messa nera su bianco su un libro che ha offerto lo spunto a Berlusconi per parlare di complotto.

A distanza di un giorno dall’uscita di queste affermazioni il Capo dello Stato diffonde una nota. Napolitano non “fu mai portato a conoscenza” di “pressioni e coartazioni subite dal Presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati”. “Le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate” da Berlusconi “non vennero motivate se non in riferimento a eventi politico-parlamentari italiani”. 

“Sulle vicende che condussero alle dimissioni dell’on. Berlusconi nel novembre del 2011, e dunque alla crisi del governo da lui presieduto e alla nascita del governo Monti, il Presidente della Repubblica – dopo averne già dato conto via via nel corso degli sviluppi della crisi – fornì un’ampia ed esaustiva ricostruzione e valutazione – si legge in una nota diffusa dal Quirinale – nel discorso tenuto il 20 dicembre 2011 in occasione della Cerimonia di scambio degli auguri con i rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche in Quirinale. In quel discorso, così come nel messaggio televisivo del 31 dicembre, possono ritrovarsi tutte le motivazioni relative a fatti politici interni e a problemi di fondo del paese come quelli della crisi finanziaria ed economica che l’Italia stava attraversando nel contesto europeo”.

“Gli episodi “rivelati” dall’ex Segretario di Stato al Tesoro degli Stati Uniti e da altri sono relativi a riunioni, tenutesi nell’autunno del 2011, di consessi europei e internazionali cui il Presidente della Repubblica italiana – al pari degli altri Capi di Stato non dotati di poteri esecutivi – non aveva titolo a partecipare e non partecipò: e dunque nulla può dire al riguardo. Tuttavia, a proposito di quanto, per qualche aspetto, era trapelato pubblicamente, il Presidente della Repubblica stigmatizzò, il 25 ottobre 2011, “le inopportune e sgradevoli espressioni pubbliche (a margine di incontri istituzionali tra capi di governo) di scarsa fiducia negli impegni assunti dall’Italia”.