Parlamentarie Pd, sabato votano le Regioni chiave. Tutti i nomi e liste complete

Pier Luigi Bersani, segretario Pd e candidato Premier del centrosinistra (Foto Lapresse)

ROMA – Archiviate le feste natalizie, per il Pd saranno due giorni intensissimi, di campagna elettorale lampo. Comincia il conto alla rovescia prima di chiamare il proprio elettorato a scegliere quel 90% dei candidati alla Camera e al Senato che correranno alle prossime politiche. Sabato 29 già si vota in molte regioni chiave: in Lombardia, in Piemonte, in Campania. Ma anche in Abruzzo e in Umbria. Altrove invece i gazebo saranno aperti domenica 30.

Sul sito Repubblica.it sono già disponibili, Regione per Regione, tutti i nomi dei candidati. [Per consultare le liste clicca qui.]

Non sono mancati nei giorni scorsi i malumori su regolamenti e composizione delle liste. Pomo della discordia la regola secondo cui niente deroga a chi governa città di oltre 5 mila abitanti così come le deroghe concesse ai parlamentari con oltre tre mandati. Le richieste accettate, è bene ricordarlo, sono state 10. I nomi sono quelli di Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Mauro Agostini, Maria Pia Garavaglia, Giorgio Merlo, Franco Marini, Cesare Marini, Gian Claudio Bressa, Beppe Lumia e Beppe Fioroni.

La quota riservata al segretario Bersani più i capolista è fissata al 10%, per garantire la rappresentanza della società civile. Le liste dei candidati in competizione i prossimi 29 e 30 dicembre, sono comunque formate.

Primarie maschili e primarie femminili. L’elettore di centrosinistra si troverà tra le mani quattro schede: Camera maschi, Camera femmine, Senato maschi, Senato femmine.  Sono ammessi al voto gli elettori già registrati alle primarie per la candidatura alla premiership dello scorso 25 novembre, che si dichiarino votanti del Pd, come ampiamente spiegato sul sito dei democratici.

Qualche malcontento anche in casa Sel, che svolgerà le sue primarie in contemporanea con il partito alleato.

Polemiche a Bologna, con l’esclusione dell’assessore comunale Amelia Frascaroli, e in Sicilia dove il componente della segreteria regionale Franco Cantafia, ex capo della Cgil palermitana, sottolinea una certa “deriva antidemocratica sulla gestione delle primarie”.

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