Lazio: Ruini incontra Berlusconi, patto anti-Bonino

Pubblicato il 21 gennaio 2010 11:53 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2010 11:53

Non avrebbe gradito la candidatura di Emma Bonino nel Lazio e avrebbe esortato Silvio Berlusconi ad allearsi con l’Udc per non perdere la partita delle regionali. Camillo Ruini non è più il presidente della Cei ma è ancora un uomo molto importante all’interno della Chiesa.

Martedì sera ha ricevuto nella sua abitazione, vicino ai Musei Vaticani, il presidente del Consiglio e il sottosegretario Gianni Letta. Sembra, così, che anche la Chiesa entri nell’intricata polemica sulle alleanze in vista delle Regionali.

Berlusconi parla di un «incontro privato» una visita di cortesia: «Sono qui perché ho voluto rivedere Sua Eminenza dopo l’aggressione che ho subito – ha spiegato – Siamo stati ospiti suoi, di una persona cui ci lega da lunga data un sentimento di amicizia e di forte stima. Non c’entra niente la politica».

Nessun commento all’incontro è filtrato nemmeno dalla Conferenza episcopale italiana. Tantomeno dal Vaticano, che da mesi tiene, sotto la guida del cardinal Bertone, un approccio estremamente equilibrato e lealista nei confronti della politica italiana, apprezzando sopra ogni cosa gli appelli all’apeasement e alla responsabilità del presidente Napolitano.

Chi conosce bene il “cardinal sottile”, però, sottolinea che il cardinale non può non guardare con preoccupazione all’ipotesi che le fibrillazioni in casa Pdl mettano a rischio la tenuta dell’accordo con l’Udc in Lazio e il successo elettorale di Renata Polverini. E proprio questo sarebbe stato il motivo principale dell’incontro. Avvenuto, tra l’altro, a tre giorni di distanza da quello che lo stesso Ruini ha avuto con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini a Montecitorio.

Consegnare la regione dove risiede la Sede di Pietro alla radicale Emma Bonino sarebbe “clamoroso”, spiegano gli uomini vicini a Ruini nelle battaglie degli anni scorsi sulla procreazione medicalmente assistita, il Family day, i Dico e, ora, su quel testamento biologico che rischia di slittare al dopo elezioni.

Uno di loro, Mimmo Delle Foglie, ieri sull’Avvenire ha criticato aspramente quegli «esponenti del cattolicesimo democratico» che «hanno già digerito la candidatura» della Bonino, dando così uno «schiaffo alle comunità cristiane e ai singoli credenti».

Certo, l’intervento di Delle Foglie non è un editoriale e non rappresenta, quindi, la linea dei vescovi, ma la dice lunga sui malumori che covano nella galassia cattolica. E sul gradimento riservato, invece, alle rassicurazioni sulla candidatura Polverini.