Repubblica: “Frisullo e Mele hanno subito ottenuto l’indennità”

Pubblicato il 3 aprile 2012 9:39 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2012 10:41

ROMA – Antonello Caporale su Repubblica consiglia al ministro Fornero, “in ambasce per trovare una soluzione ai 350mila lavoratori che non sono ancora in pensione e non più al lavoro, di dare uno sguardo alla pratica con cui la politica ha trattato due suoi illustri esodati“. Caporale si riferisce a Cosimo Mele e Sandro Frisullo.

Scrive Caporale: “Il signor Cosimo Mele, da Carovigno (Bari) ha compiuto il 7 marzo scorso 55 anni di età. Il giorno seguente ha scritto al suo ex datore di lavoro, la Regione Puglia, per vedersi riconosciuto anticipatamente – secondo i criteri di legge – il piccolo assegno vitalizio che gli spetta per contratto avendo egli svolto per lunghi cinque anni – dal 2000 al 2005 – l’incarico di consigliere regionale. La domanda è stata immediatamente accolta e il signor Mele riceverà ogni mese per tutta la sua sperabilmente lunga vita un assegno lordo di 3403 euro. Il ministro, nell’ipotesi di voler approfondire il caso umano, potrebbe chiedere all’onorevole Casini, che lo conosce un pochino meglio, la biografia di Mele. E Casini – magari facendosi aiutare dal segretario Cesa – certamente ricorderebbe che l’Udc lo accolse e lo candidò al Parlamento non volendo fargli pagare un attimo di debolezza per un piccolo malinteso con la magistratura che nel 1999 lo arrestò durante il suo mandato di vicesindaco di Carovigno. Problemi di tangenti, poi appianati.  

Il partito del leader centrista nulla potè e fu inflessibile quando l’onorevole Mele, molto attivo nella battaglia contro le sostanze stupefacenti e psicotrope e determinato nel tenere alti i valori della famiglia – di certo fondanti la comunità che si ritrova ancora sotto l’antico simbolo scudocrociato – fu scosso dal malore che condusse all’ospedale una di due signorine con le quali Cosimo stava colloquiando in una seduta notturna all’hotel Flora di Roma nel luglio del 2007″.

Quindi il caso Frisullo: Ugualmente triste la vicenda che vede Sandro Frisullo, uno dei politici territoriali sui quali il Pd di Bersani faceva molto affidamento, esodato con un po’ di grana in più (10071 euro lordi al mese) dal mondo politico. Bisogna dire che Frisullo era in carriera, ha sostato per ben quindici anni in Regione, ha due anni in più di Mele, quindi è un cinquantasettenne, e ha ogni diritto per vedersi riconosciuto – anche lui in anticipo rispetto alla soglia usuale della pensione – il cash dopo che ha brillantemente risolto il rapporto di stampo gramsciano con il partito. Due anni fa Frisullo fu arrestato per associazione a delinquere. I magistrati lo accusarono di essersi fatto corrompere da Gianpi Tarantini, di essere a suo libro paga (nel 2008 dodicimila euro mensili) e di aver accettato tra i benefit anche confronti ravvicinati con tre ragazze della scuderia, alcune conosciute anche a palazzo Grazioli.

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