Vietti (Csm): “Magistratura non eversiva, applica le regole”

Pubblicato il 10 Febbraio 2011 - 17:14 OLTRE 6 MESI FA

Michele Vietti

ROMA – ”Mi vedo costretto ancora una volta a ribadire che la magistratura non coltiva ”finalità  eversive” ma svolge una funzione silenziosa di applicazione delle regole; le vere finalità  eversive erano quelle del terrorismo degli anni ’70 e ’80, per opporsi alle quali la magistratura ha pagato un alto tributo di sangue”.

E’ un passo dell’intervento del vicepresidente del Csm, Michele Vietti,  intervenuto giovedì 10 febbraio ad un convegno a Palazzo dei Marescialli, organizzato in memoria del giurista Vittorio Bachelet.

“‘La giustizia – ha aggiunto Vietti – è amministrata dai giudici e ad essi e alla loro funzione si deve rispetto, un rispetto talora troppo trascurato in ossequio ad un malinteso senso di liberta’ dai ruoli e dalle regole”.  Secondo il vicepresidente del Csm  ”non si tratta certo di un rispetto acritico, ma non va dimenticato che e’ il processo, il suo esito, il momento nel quale la legge diventa regola del caso concreto: non e’ circostanza priva di significato”.

”Difendere la funzione giurisdizionale e il ruolo della magistratura è  essenziale” ha poi detto Vietti, ”le polemiche non devono mai farlo dimenticare, anche se le polemiche non devono diventare alibi per giustificare inadeguatezze e cadute, quando ci siano”.

”Purtroppo, però, nel nostro paese la politica ondeggia periodicamente tra il delegare alla magistratura il compito di sciogliere nodi che non sa o non vuole affrontare e il lamentarsi dell’eccessiva ingerenza della giurisdizione e dell’eccessiva discrezionalità  dell’attivita’ interpretativa del giudice – ha continuato il vice presidente del Csm – la magistratura deve rifuggire questa falsa alternativa e fare il proprio dovere con autonomia, imparzialita’, riservo e professionalita’. La politica con la ‘p’ maiuscola quella capace di elaborare idee e visioni complessive delle cose suscettibili di trovare ampie condivisioni e durare nel tempo dovra’ pur un giorno tornare”.