Ali Zeidan, premier della Libia, rapito da gruppo armato. Vendetta di Al Qaeda

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2013 8:03 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2013 11:12

ROMA –  Il premier della Libia Ali Zeidan è stato sequestrato all’alba di giovedì 10 ottobre da un gruppo di uomini armati. Si tratta di un rapimento pianificato dal gruppo di ribelli “Camera dei rivoluzionari  di Libia” come vendetta per la cattura di Abu al Libi, terrorista di Al Qaeda.   Poco dopo il sequestro una foto sua foto  è stata diffusa dai rapitori e riportata da Al Arabiya.

Lp scatto  mostra il premier con una camicia marrone semiaperta e un’espressione accigliata, tenuto sotto braccio da due persone in borghese. Gruppi estremisti libici nei giorni scorsi hanno accusato Ali Zeidan e il suo governo di aver autorizzato segretamente il raid delle forze speciali Usa che il 5 ottobre scorso ha portato alla cattura a Tripoli di Abu al-libi, terrorista di Al Qaida considerato la mente delle stragi di Nairobi e Dar es Salam del 1998.

Zeidan in una conferenza stampa aveva detto che i cittadini libici hanno diritto ad essere processati sul suolo libico e che la questione sarebbe stata affrontata con le autorità americane, ma che il blitz non avrebbe compromesso le relazioni fra Usa e Libia. L’ambasciatrice statunitense a Tripoli Deborah Jones era stata convocata dal ministro della Giustizia per chiarimenti e il Congresso nazionale aveva chiesto la riconsegna immediata di al-Libi. Gruppi radicali islamici avevano tuttavia lanciato appelli a colpire obiettivi americani e dei paesi alleati. Le minacce hanno spinto il Pentagono a spostare nella base siciliana di Sigonella 200 marine, pronti a operazioni di evacuazione e salvataggio ostaggi.

I ribelli hanno detto di aver agito su mandato della Procura Generale. Circostanza seccamente smentita dalla Procura stessa. La situazione resta comunque poco chiara. Secondo un funzionario libico, infatti,  Zeidan ”sta bene” ed e’ ”trattato bene” e si trova nel Dipartimento anticrime.  Confusione, quindi, anche perché il portavoce del Dipartimento anti-crimine, sezione del ministero dell’Intero, Abdel Hakim Albulazi, ha confermato che il premier Ali Zeidan è “in custodia per un mandato di arresto emesso dal Dipartimento”.