All’Onu i tamburi di guerra tra Venezuela e Colombia

Tutto parte dalla minaccia venezuelana lanciata da Chavez chiedendo ai suoi uomini e al suo popolo intero di «prepararsi alla guerra contro la Colombia», dopo infinite dispute e scontri di confine: la Colombia ha presentato un documento all’Onu in cui definisce la minaccia un atto grave

Uribe e Chavez, presidenti di Colombia e Venezuela
Uribe e Chavez, presidenti di Colombia e Venezuela

Il caso della sfida bellica del leader venezuelano Hugo Chavez alla Colombia finisce davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Tutto parte dalla minaccia venezuelana lanciata da Chavez chiedendo ai suoi uomini e al suo popolo intero di «prepararsi alla guerra contro la Colombia», dopo infinite dispute e scontri di confine. Recentemente otto colombiani sono stati uccisi in sparatorie.

La Colombia ha presentato un documento all’Onu in cui definisce la minaccia di Chavez un atto grave, che viola la Carta delle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite aspettano una smentita delle parole usate da Chavez o una spiegazione su un eventuale fraintendimento, prima di prendere una decisione formale contro il Venezuela. Chavez non ha dato spiegazioni sulla morte degli otto colombiani, ultime vittime di questo conflitto strisciante.

Recentemente il caudillo venezuelano aveva anche troncato gli scambi commerciali con la Colombia e compiuto una riforma per preparare la popolazione colombiana a un conflitto militare. C’erano stati massicci acquisti di materiale bellico in Russia e la creazione di una milizia civile. È probabile che il Consiglio di Sicurezza incarichi il Brasile di un ruolo mediatorio, sopratutto per vigilare sulle diatribe di confine, spesso sfociate in scontri armati.

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