Covid nell'hotel della scorta di Angela Merkel al G7: la cancelliera partecipa al summit Covid nell'hotel della scorta di Angela Merkel al G7: la cancelliera partecipa al summit

Covid nell’hotel della scorta di Angela Merkel al G7: la cancelliera partecipa al summit

Il Covid sfiora il G7: un focolaio è esploso nell’hotel in cui alloggia lo staff per la sicurezza di Angela Merkel. Lo scrive il Berliner Morgenpost. 

Un’agente di sicurezza della delegazione tedesca al G7 si sarebbe messo in quarantena preventiva dopo che, nell’albergo a St. Ives in Cornovaglia, è stato riscontrato un cluster di coronavirus.

Nell’albergo alloggiavano 2 membri della scorda della Cancelliera.

Covid in hotel: Merkel non cambia i piani

La presenza di Angela Merkel al summit del G7 non sarebbe però a rischio. Lo fa sapere un portavoce a Berlino poiché la Cancelliera non si trovava ancora nel Regno Unito, dove si recherà nella giornata di oggi, 11 giugno, per l’inizio dei lavori.

L’accaduto non avrà alcuna ricaduta sulla partecipazione di Merkel e della sua delegazione al G7 di Carbis Bay.

G7 in Cornovaglia

Il summit dei 7 grandi si inaugura oggi, 11 giugno, a Carbis Bay in Cornovaglia. “Building back better” (Ricostruire in meglio, ndr) è lo slogan, improntato all’impegno di lavorare per una ricostruzione in meglio del mondo dopo lo tsunami della pandemia.

Il vertice è segnato dalle consuete misure di sicurezza – particolarmente strette attorno alla zona rossa di Carbis Bay e St.Ives – a cui si affiancano le precauzioni sanitarie: fino all’isolamento di un intero albergo che ospita giornalisti americani e membri della delegazione tedesca in seguito alla scoperta di un piccolo focolaio di contagi Covid tra alcuni dipendenti della struttura.

L’arrivo dei leader (inclusi i vertici Ue) si sta completando in queste ore e il via è previsto alla 14 locali, le 15 in Italia, con le foto di rito. Poi scatterà la prima sessione di lavoro dedicata in particolare all’economia e alla giustizia sociale.

Nella giornata di sabato sono previste sessioni sulla flessibilità, sulla politica estera, su sanità e vaccini, e domenica sulla società aperta e infine sul clima e una politica più verde.

Le ultime tre sessioni sono allargate ai leader ospiti di Australia, Corea del Sud, India e Sudafrica.

G7, la nuova Carta Atlantica

La vigilia del G7 è stata dominata dalla presenza del nuovo presidente americano Joe Biden, e dal suo bilaterale con il padrone di casa Boris Johnson: incontro a margine del quale è stata svelata l’ambizione di dar vita a una nuova Carta Atlantica per sancire la nascita di “un fronte delle democrazie” dinanzi alla sfida di Paesi come Cina e Russia.

Annunciata la donazione di un miliardo di dosi di vaccini anti Covid ai Paesi meno ricchi del pianeta fra quest’anno e la prima metà del 2022. Con 500 milioni di dosi messe sul piatto dagli Usa (come una sorta di “arsenale” per sconfiggere la pandemia e “senza richiesta di contropartite”, ha giurato Biden), 100 milioni dal Regno Unito e altri 400 milioni fra Giappone, Canada, Germania, Francia e Ue. 

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