Elezioni Papa, fumata nera: dopo quattro votazioni che succede nel Conclave?

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 13 Marzo 2013 13:01 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2013 18:28
Elezioni Papa, fumata nera dopo tre votazioni: che succede nel Conclave?

Elezioni Papa, fumata nera dopo tre votazioni: che succede nel Conclave? (Ansa)

CITTÀ DEL VATICANO – Per il momento l’unica cosa bianca che si è vista è il gabbiano che si è posato sul comignolo installato sopra la Cappella Sistina. Il volatile è diventato subito un tormentone: ha già un profilo twitter @SistineSeagull. Per il resto, dopo ormai quattro votazioni, domina il nero. Nera era la fumata che alle 11.39 comunicava al mondo che dopo i due scrutini del mattino i 115 cardinali elettori non hanno ancora trovato un accordo sull’elezione del nuovo Papa. Ci avviamo verso il conclave più lungo della storia recente?

Forse no, ma cosa significa? Siamo ancora in una fase di test: si vede se qualcuno dei candidati forti aumenta i suoi voti. Se questo non succede, probabilmente si arriverà al terzo giorno di conclave: sarà il giorno dei papabili di “seconda fascia”, quelli che partivano con un pacchetto di una decina di voti. Se neanche giovedì 14 avremo un Papa, verrà il momento delle sorprese.

Che si sia ancora in una fase di prove ce lo dice anche la velocità delle operazioni di voto. Il primo giorno in 2 ore e 10 minuti i cardinali hanno votato una sola volta. Stamattina nello stesso tempo si è votato due volte. Così la fumata è arrivata con venti minuti di anticipo rispetto all’orario previsto, che per la mattina è fissato alle 12.

Se il secondo giorno si concluderà senza un “habemus Papam“, saranno passate cinque votazioni e con esse la speranza dei fedeli italiani di rivedere un connazionale sul trono di Pietro. Angelo Scola, il favorito della vigilia, accreditato di una quarantina di voti, dovrà dirottare il suo pacchetto di consensi su un altro nome. Che difficilmente sarà quello del numero 2 ai blocchi di partenza, il cardinale brasiliano e vescovo di Sao Paulo Odilo Pedro Scherer: troppo “curiale”.

Le attenzioni si sposteranno sugli americani Timothy Dolan, il comunicatore, e Sean O’Malley, il cappuccino “moralizzatore” (e anche lui abile con i social network. Prenderanno quota anche i nomi del canadese Marc Ouellet, dell’austriaco Christoph Schönborn, dell’ungherese Peter Erdö.

Se si arriverà a venerdì, sarà il turno delle “sorprese”: il messicano Francisco Robles Ortega, il ghanese Peter Turkson, l’argentino Jorge Mario Bergoglio, il filippino di madre cinese Luis Antonio Tagle. Se neanche venerdì si sarà deciso nulla, questo del 2013 sarà il conclave più lungo degli ultimi 100 anni.