Gaza: Israele rifiuta ogni scusa alla Turchia per gli attivisti della Flottiglia uccisi

Pubblicato il 15 Dicembre 2010 19:03 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 19:40

Danny Ayalon

Doccia fredda sugli spiragli di dialogo che erano parsi emergere nelle tese relazioni tra Israele e Turchia. Il vice ministro degli esteri Danny Ayalon, rispondendo oggi alla Knesset a interpellanze, ha espressamente escluso che sia intenzione di Israele scusarsi con la Turchia per l’uccisione di nove suoi cittadini nell’arrembaggio della marina israeliana a una nave turca di attivisti filopalestinesi diretti a Gaza, il 31 maggio scorso.

”Non c’è alcuna intenzione – ha detto Ayalon – di scusarsi con la Turchia e bisogna rimuovere questa questione dall’ordine del giorno”. Nei giorni scorsi, invece, dopo l’invio di due aerei anticendio turchi per partecipare alle operazione di spegnimento di un gigantesco incendio sul monte Carmelo, alle porte di Haifa, era apparsa delinearsi la possibilità di un disgelo nei rapporti tra i due Paesi e emissari dei due governi si erano incontrati a Ginevra per cercare di chiudere l’aspra controversia.

La Turchia, che ha richiamato il suo ambasciatore a Tel Aviv e si rifiuta di accettare la nomina di un nuovo ambasciatore israeliano ad Ankara al posto di quello uscente, condiziona la normalizzazione dei rapporti – un tempo molto stretti – alle scuse di Israele per l’uccisione dei nove turchi e al pagamento di indennizzi alle loro famiglie. Israele considera una ”provocazione” l’invio della nave con l’intento di rompere il suo blocco navale della striscia di Gaza e afferma che i soldati che hanno abbordato il battello sono stati assaliti da passeggeri armati e sono stati costretti a far fuoco per difendersi.

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