Giappone: piano crescita, 5 milioni di posti di lavoro in 10 anni

Pubblicato il 18 Giugno 2010 20:35 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2010 20:35

Naoto Kan, premier giapponese

Il Giappone presenta il nuovo piano strategico di crescita al 2020 con propositi ambizioni tra cui il taglio delle imposte alle imprese, combinato alla generazione di 123.000 miliardi di yen (1.120 miliardi di euro) di domanda totale e alla creazione di 5 milioni di posti di lavoro in campi come sanità, energia pulita e turismo.

Il governo del neo premier Naoto Kan auspica di centrare una crescita media reale annua del 2% nell’arco del decennio, con l’invito alla Bank of Japan (BoJ) di fornire il massimo impegno per battere la perenne deflazione, possibilmente entro marzo 2012, e rilevando che “l’eccessiva rivalutazione dello yen” dovrebbe essere evitata con gli sforzi per un’inflazione stabile. Gli indirizzi di politica economica cominciano a prendere forma tratteggiando la formula giapponese della “terza via”, come spiegato dallo stesso Kan, che offra un alternativo approccio alle “politiche centrate sui lavori pubblici” e alla “eccessiva deregolamentazione dei mercati. Dobbiamo – ha detto appena pochi giorni fa – sostenere l’aumento della produttività, ma allo stesso tempo espandere la domanda e l’occupazione”.

Lo schema messo in campo si completerà martedì 22 giugno con il programma di disciplina della spesa e di consolidamento fiscale di medio-lungo termine, atteso con attenzione dalle agenzie di rating, visto che il debito pubblico viaggia verso il 200% del Pil. Le linee guida, quindi, saranno tracciate proprio a ridosso della partenza di Kan per il Canada, impegnato nel doppio appuntamento del G8-G20, e del delicato passaggio delle elezioni di rinnovo parziale del Senato del prossimo 11 luglio.

L’imposta sui consumi è destinata a salire, probabilmente a raddoppiare dal 5 al 10%. Per la competitività internazionale delle imprese giapponesi, il governo punta alla riduzione graduale dell’aliquota fiscale sulle società, al 40% medio, tra le più alte delle grandi economie dove è intorno al 25%. Impulso sull’export di tecnologie e infrastrutture (energia nucleare e ferrovia ad alta velocità), per volumi pari a 12.000 miliardi di yen di domanda.

Altro pilastro è il comparto dell’ energia verde, sanità e medicina avanzata (100.000 miliardi di yen totali di domanda), con 4,2 milioni di posti di lavoro. Il governo intende centrare l’obiettivo di 30 milioni di visitatori stranieri l’anno rispetto ai 6,8 milioni del 2009. Pur con molti dettagli da definire, il piano ha raccolto giudizi contrastanti da parte del mondo politico e del settore imprenditoriale. “Un governo alle prese con un enorme debito – ha sintetizzato il quotidiano finanziario Nikkei – ha poche risorse per la sua l’attuazione”.