Israele. Corte suprema condanna il governo: “Delegittima i giudici”

Pubblicato il 2 Dicembre 2011 12:10 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2011 12:27

TEL AVIV – Un durissimo affondo contro ''la campagna di delegittimazione dei giudici'' in Israele, attribuita a ministri e deputati della maggioranza di destra, e' stato portato da Dorit Beinish, l'autorevole presidente della Corte suprema, in un intervento pubblico che campeggia oggi al centro delle polemiche sulle prime pagine di tutti i giornali.

Rivolgendosi a un simposio di giuristi in riva al Mar Morto, Beinish ha denunciato con toni insolitamente espliciti l'attuale deriva politica del Paese e i recenti progetti di legge (paventati da piu' parti come un attacco allo stato di diritto e ai principi democratici) messi in cantiere per limitare i finanziamenti esteri alle organizzazioni non governative (Ong) non allineate, inasprire la norme sulla diffamazione a mezzo stampa e rafforzare il controllo politico sulla designazione dei giudici (a cominciare da quelli della stessa Corte suprema).

A quest'ultimo proposito, Dorit Beinish – che si ritirera' nel febbraio 2012 – non le ha mandate a dire: ''Quella in corso – ha tuonato – e' un'autentica campagna di delegittimazione, che s'intensifica di anno in anno, volta a indebolire il sistema giudiziario''.

La massima garante dell'edificio legale d'Israele ha quindi preso di mira quei ''deputati e ministri che approfittano della loro immunita' parlamentare per diffondere informazioni false e incitare di fatto all'odio nei confronti di giudici e tribunali, Corte suprema in primo luogo''. ''Sono metodi che esistono solo in certi regimi'', e' sbottata Beinish, parlando apertamente di ''tendenze anti-democratiche''.

Il governo – diviso in effetti al suo interno su alcuni dei provvedimenti piu' contestati – ha per ora evitato di replicare. Deputati dell'estrema destra, ma anche del Likud (la formazione della destra tradizionale che fa capo al premier Benyamin Netanyahu), hanno invece provato a ritorcere le accuse imputando alla presidente della Corte suprema di ''voler istigare l'odio contro la Knesset (Parlamento)''.