Pedofilia, botta e risposta Vaticano-Belgio sulle tombe profanate. S.Sede: “Sdegno”

Pubblicato il 25 Giugno 2010 14:26 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2010 15:39

Il Vaticano si indispettisce per la ”violazione delle tombe” avvenuta in Belgio durante le perquisizioni a Bruxelles. Bruxelles risponde e dice che è stato un unico caso. La Segreteria di Stato vaticana,  in una nota ufficiale, torna a condannare l’abuso di minori da parte di religiosi, esprimendo pero’ ”vivo stupore” per le modalita’ in cui sono avvenute le perquisizioni”. Il Vaticano se l’è presa con”alcune infrazioni alla confidenzialita”’ nelle perquisizioni effettuate. “Una confidenzialita’ – aggiunge la nota – ”a cui hanno diritto proprio quelle vittime per le quali sono state condotte le perquisizioni”.

La procura belga ha risposto: “‘Posso confermare che nel corso delle perquisizioni e’ stata aperta una tomba”ha detto la portavoce da Bruxelles Estelle Arpigny.

La Santa Sede ha ribadito ”la ferma condanna di ogni atto peccaminoso e criminale di abuso di minori da parte di membri della Chiesa, come pure la necessita’ di riparare e di affrontare tali atti in modo conforme alle esigenze della giustizia ed agli insegnamenti del Vangelo”.

VESCOVI BELGI Anche i vescovi belgi si sono accodati al Vaticano in difesa della privacy delle vittime: il sequestro dei documenti della commissione Adriansses ”va contro il diritto alla riservatezza di cui devono beneficiare le vittime” di abusi pedofili da parte di religiosi ”che hanno deciso di indirizzarsi a questa commissione”, ha affermato il portavoce della Conferenza episcopale belga Eric de Beukelaer in una dichiarazione diffusa dalla Segreteria di Stato in una nota ufficiale. Nella dichiarazione vengono dettagliatamente descritte le modalita’ delle perquisizioni. ”Non e’ stata un’esperienza piacevole – si legge nella nota – ma tutto si e’ svolto in modo corretto”.

Il portavoce racconta che ieri, verso le 10.30 ”le autorita’ giudiziarie e le forze di polizia sono entrate ed hanno significato che ci sarebbe stata una perquisizione dell’arcivescovado, in seguito a delle denunce per abuso sessuale nel territorio dell’arcidiocesi. Non e’ stata data nessun’altra spiegazione, ma tutti i documenti ed i telefoni portatili sono stati confiscati ed e’ stato significato che nessuno poteva lasciare l’edificio. Questo stato di fatto e’ durato fino alle 19.30 circa”.

”Tutti sono stati interrogati ha aggiunto – sia i membri della Conferenza Episcopale, sia i membri del personale”. ”I Vescovi – ha proseguito – hanno sempre detto di avere fiducia nella giustizia e nel suo lavoro. La presente perquisizione viene accolta con la stessa fiducia e percio’, per il momento, essi si astengono dal fare ulteriori commenti. Al contrario, essi, assieme al Professor Peter Adriaensses, presidente della commissione per il trattamento degli abusi sessuali nel quadro di una relazione pastorale, si rammaricano del fatto che, durante un’altra perquisizione, tutti i dossier di questa commissione sono stati sequestrati. Questo va contro il diritto alla riservatezza di cui devono beneficiare le vittime che hanno scelto di indirizzarsi a questa commissione. Tale azione – ha concluso – lede dunque gravemente il necessario ed eccellente lavoro di questa commissione”

IL CASO In Belgio infatti è partita ieri una raffica di perquisizioni effettuate dalla  polizia dopo nuove denunce di abusi sessuali commessi nell’ambito della chiesa. Una trentina tra poliziotti e investigatori, su richiesta della procura di Bruxelles, per ore ha passato al setaccio l’arcivescovado di Mechelen, a circa 25 chilometri dalla capitale, sede dell’arcidiocesi di Mechelen-Bruxelles, il quartier generale della chiesa in Belgio, proprio mentre vi era in corso la riunione della Conferenza episcopale. Gli agenti hanno poi perquisito la sede della commissione creata per esaminare i casi di abuso sessuale all’interno della Chiesa, cosi’ come l’abitazione del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio.

Il portavoce racconta che ieri, verso le 10.30 ”le autorita’ giudiziarie e le forze di polizia sono entrate ed hanno significato che ci sarebbe stata una perquisizione dell’arcivescovado, in seguito a delle denunce per abuso sessuale nel territorio dell’arcidiocesi. Non e’ stata data nessun’altra spiegazione, ma tutti i documenti ed i telefoni portatili sono stati confiscati ed e’ stato significato che nessuno poteva lasciare l’edificio. Questo stato di fatto e’ durato fino alle 19.30 circa”. ”Tutti sono stati interrogati ha aggiunto – sia i membri della Conferenza Episcopale, sia i membri del personale”. ”I Vescovi – ha proseguito – hanno sempre detto di avere fiducia nella giustizia e nel suo lavoro. La presente perquisizione viene accolta con la stessa fiducia e percio’, per il momento, essi si astengono dal fare ulteriori commenti. Al contrario, essi, assieme al Professor Peter Adriaensses, presidente della commissione per il trattamento degli abusi sessuali nel quadro di una relazione pastorale, si rammaricano del fatto che, durante un’altra perquisizione, tutti i dossier di questa commissione sono stati sequestrati. Questo va contro il diritto alla riservatezza di cui devono beneficiare le vittime che hanno scelto di indirizzarsi a questa commissione. Tale azione – ha concluso – lede dunque gravemente il necessario ed eccellente lavoro di questa commissione”