Putin distrugge tonnellate di pomodori, pesche, mandarini… anche italiani

di redazione blitz
Pubblicato il 7 agosto 2015 15:05 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2015 22:23
Putin distrugge tonnellate di pomodori, pesche, mandarini... anche italiani

Putin distrugge tonnellate di pomodori, pesche, mandarini… anche italiani

MOSCA – Pesche, pomodori, mandarini, ma anche formaggi e carne finiti in pasto alle ruspe su ordine del presidente russo Vladimir Putin. Tonnellate di prodotti alimentari, in gran parte italiani, che erano già sotto embargo come ritorsione per le sanzioni Ue e che finora venivano rispediti al mittente una volta giunti alla frontiera. Ma adesso da Mosca è arrivato l’ordine di distruggerli sul posto. Uno spreco impressionante che ha suscitato scalpore anche in patria, con una petizione firmata da politici e associazioni per chiedere che quel cibo invece che buttato venga distribuito ai più poveri.

La decisione arriva a un anno esatto dall’avvio dell’embargo russo e appena prorogato di un altro anno. Secondo uno studio della Coldiretti è già costato all’Italia circa 240 milioni di euro di mancato export.  I prodotti italiani più colpiti sono stati la frutta fresca, i lattiero-caseari, i formaggi e la carne e i suoi derivati. A soffrire di più sono le specialità alimentari come il Parmigiano reggiano e il Grana Padano che – stima la Coldiretti – contano in media perdite dirette per le mancate esportazioni di 15 milioni di euro nell’arco dell’anno.

Per non parlare degli effetti indiretti, come il boom di falsi Made in Italy, finiti sul mercato russo. Spiega la Coldiretti:

“L’impossibilità di esportare sul mercato russo ha peraltro provocato per molti prodotti alimentari una situazione di eccesso di offerta sul mercato europeo con ricadute negative sui prezzi riconosciuti agli agricoltori. È il caso del latte che viene oggi pagato agli allevatori italiani il 20% in meno rispetto allo scorso anno e dell’ortofrutta sulla quale si sono innescate pericolose speculazioni.

Il danno maggiore che rischia di durare negli anni è determinato però dal fatto che lo stop alle importazioni di frutta, verdura, salumi e formaggi dall’Italia ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dai salumi ai formaggi, con la produzione casearia russa di formaggio che nei primi quattro mesi del 2015 ha registrato infatti un sorprendente aumento del 30% e riguarda anche imitazioni di mozzarella, robiola o parmesan”.

I falsi scovati dalla Coldiretti arriverebbero anche da molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile.