Siria: la Russia vuole la pace, la Francia prepara la guerra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2013 17:12 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 17:12
Siria: la Russia vuole la pace, la Francia prepara la guerra

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov con il suo collega francese Laurent Fabius (LaPresse)

MOSCA, 11 SET – La Russia ha trasmesso agli Usa il suo piano per mettere le armi chimiche della Siria sotto controllo internazionale, mentre la Francia ha divulgato la bozza di risoluzione Onu che sottoporrà al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Mentre Mosca vuole la pace, Parigi prepara la guerra, visto che nella sua bozza è prevista l’applicazione del “chapter 7”: quello che dispone l’uso della forza se non viene rispettata la risoluzione Onu.

LA MOSSA RUSSA. Mosca ha inviato agli Usa il piano porre sotto controllo internazionale i gas in possesso di Bashar al-Assad, auspicando che il piano venga discusso domani (12 settembre) a Ginevra nell’incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il suo collega Usa John Kerry.

La Russia attende l’incontro fra Lavrov e Kerry, prima di intraprendere nuove mosse alle Nazioni Unite. Queste le motivazioni – secondo fonti diplomatiche interne al Palazzo di Vetro – della cancellazione della riunione del Consiglio di Sicurezza Onu di ieri (10 settembre), la cui richiesta era arrivata proprio da Mosca. Richiesta che è stata poi ritirata – secondo il messaggio inviato al presidente dei Quindici – per ”mutate circostanze”.

A irritare la Russia è stata soprattutto la menzione del “chapter 7” della Carta delle Nazioni Unite nella bozza di risoluzione della Francia, quello che prevede come ultima ratio la possibilità di usare la forza in caso non vengano rispettati i dettami del documento, oltre all’attribuzione specifica a Damasco dell’attacco con le armi chimiche del 21 agosto scorso.

La Duma, ramo basso del parlamento russo, ha approvato all’unanimità una dichiarazione in cui chiede al Congresso Usa di evitare l’azione militare in Siria ed esprime sostegno all’iniziativa russa per mettere le armi chimiche siriane sotto controllo internazionale.

“L’attacco di bombe e missili contro la Siria può minacciare la sicurezza nucleare e chimica della regione, porterà nuove vittime tra la popolazione civile, all’ulteriore distruzione delle infrastrutture del Paese e infine ad una irreversibile catastrofe umanitaria”, si legge nella dichiarazione, rivolta anche ai parlamentari di altri Paesi. Un eventuale attacco militare, prosegue il testo, potrebbe essere considerato come una “grave violazione del diritto internazionale e un crimine contro il popolo siriano”. I deputati russi esprimono inoltre “profondo stupore” per il rifiuto dei dirigenti del Congresso di incontrare e dialogare con i loro colleghi russi.

LA MOSSA FRANCESE. Quindici giorni dall’approvazione della risoluzione Onu per fornire un elenco completo del suo arsenale chimico e biologico, dando localizzazione precisa, tipo e numero delle armi: è quanto enuncia la bozza di documento sulla Siria presentata dalla Francia e ora sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Il progetto di documento proposto dalla Francia sul controllo delle ami chimiche in Siria, di cui l’agenzia Ansa ha ottenuto una copia, si articola sotto l’ombrello del “chapter 7” della Carta delle Nazioni Unite, che prevede come ultima ratio la possibilità dell’uso della forza in caso non vengano rispettati i dettami di una risoluzione Onu.

Tra i punti salienti della bozza ci sono la condanna per l’uso di armi chimiche contro la popolazione del 21 agosto scorso e la sua attribuzione specifica al regime di Damasco, oltre all’obbligo per la Siria di firma della convenzione sulle armi chimiche. Il documento prevede ancora che il governo di Damasco cessi immediatamente di utilizzare il suo arsenale chimico e biologico, distrugga le armi e le renda innocue, sotto il controllo internazionale.

Inoltre, si chiede il deferimento dei responsabili dell’attacco del 21 agosto alla Corte Penale Internazionale. Per chi non rispetta i termini della risoluzione sono previste rigide sanzioni come il divieto di viaggio e il congelamento dei beni. La Missione Onu incaricata di indagare sulle accuse di uso di armi chimiche nel Paese mediorientale dovrà compiere immediatamente altre ispezioni in loco sulla base sulla dichiarazione di Siria. Damasco dovrà consentire l’accesso immediato, incondizionato e senza restrizioni al team Onu in tutte le aree che la Missione desideri ispezionare.