Il piano degli Stati Uniti per armare i droni italiani

Pubblicato il 31 Maggio 2012 12:37 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2012 12:37

Un Predator americano (Ap-Lapresse)

WASHINTON – Gli Stati Uniti armano i droni italiani: del piano dell’amministrazione Obama, con il via libera della Casa Bianca e il probabile ok del Congresso questa settimana, parlano il Wall Street Journal e il New York Times. I nostri aerei senza pilota, teleguidati, potranno così essere armati con missili Hellfire e bombe comandate con un sistema satellitare.

L’Italia diventa così la seconda nazione dopo la Gran Bretagna ad aver ricevuto dall’America i droni e le armi. Al momento gli aerei senza pilota di Roma volano sui cieli dell’Afghanistan per “proteggere le quattromila truppe dispiegate nel Paese”, spiega il New York Times. Stando al quotidiano americano l’Italia finora è stata piuttosto prudente ad aggiornare i suoi aerei teleguidati Reaper dell’aeronautica militare, considerati più pericolosi dei Predator drones, dopo la morte di un soldato italiano durante uno scontro a fuoco con un velivolo senza pilota.

Il nostro Paese ha acquistato nel 2001 i Predator e nel 2006 la versione più grande e potente Reaper nel 2006 per una spesa di 378 milioni di dollari in totale, diventato il primo alleato a comprare i droni Usa impiegati prima in Iraq e poi in Afghanistan con compiti di “sorveglianza”.

Al Congresso di Washington la cessione di tecnologie come i missili Hellfire e le bombe guidate satellitari ha suscitato un acceso dibattito che ha visto l’opposizione della senatrice democratica Dianne Feinstein, che guida la Commissione intelligence del Senato, che sostiene che gli Stati Uniti non dovrebbero condividere questo tipo di armamenti con gli alleati.