Tensione Russia-Turchia: nave costretta a deviare

di Anna Boldini
Pubblicato il 14 Dicembre 2015 12:53 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2015 15:14
Tensione Russia-Turca: nave costretta a deviare

Tensione Russia-Turca: nave costretta a deviare

ROMA – E’ sempre più alta la tensione tra Russia e Turchia. Lunedì mattina, 14 dicembre, nel Mar Nero una nave militare russa ha costretto un’imbarcazione commerciale battente bandiera turca a cambiare rotta dopo che questa aveva intralciato il transito di un gruppo di navi di una compagnia energetica della Crimea. 

Alla fine le navi russe, che trasportavano piattaforme estrattive (del valore di 354 milioni di dollari), sono arrivate a destinazione, dopo essere state spostate da Odessa in acque territoriali russe.

Solo 24 ore prima, domenica 13 dicembre, si era sfiorato un altro incidente militare, questa volta nel Mare Egeo. Qui una fregata russa, secondo quanto ha fatto sapere Mosca, è stata costretta a sparare per evitare una collisione con un peschereccio turco.

La tensione tra Ankara e la Federazione Russa è alle stelle dopo che, lo scorso 24 novembre, un caccia Sukhoi dell’aviazione russa è stato abbattuto al confine tra Siria e Turchia. Secondo il governo di Recep Tayyip Erdogan il caccia sarebbe stato colpito perché nello spazio aereo turco, e solo dopo diversi avvertimenti. Secondo Mosca quel jet era in territorio siriano e stava volando nell’ambito delle operazioni di contrasto al cosiddetto Isis in Siria.

L’ostilità tra i due Paesi è motivata dal fatto che il leader del Cremlino, Vladimir Putin, in Siria sostiene il suo alleato Bashar al Assad, e nei territori occupati dagli jihadisti combatte non soltanto contro l’Isis, ma anche contro le forze di opposizione al regime di Damasco. Erdogan, invece, più che contro Daesh combatte contro per arginare i curdi, unici attori realmente efficaci sul campo, per limitarne l’espansione e la forza.