Thailandia, Bangkok: I militari vogliono il coprifuoco, 24 morti e centinaia di feriti da giovedi

Pubblicato il 16 maggio 2010 9:02 | Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2010 9:02

Il sovrano thailandese Bhumibol Adulyadej

Una calma precaria regna domenica mattina intorno al quartiere di Bangkok occupato dai manifestanti anti-governativi, dopo i violenti scontri che hanno fatto 24 morti da giovedì sera, quando l’esercito ha bloccato l’area.

Il primo ministro Abhisit Vejjajiva ha lanciato in mattinata un nuovo appello a una fine pacifica della crisi, che preoccupa sempre di più i paesi stranieri. “Oggi – ha detto in tv alle camicie rosse – la cosa migliore è mettere fine alle manifestazioni”, che “sono infiltrate dai terroristi” e “non sono democratiche”.

Nonostante la situazione domenica mattina appaia calma nei pressi nel presidio della ‘camicie rosse’ thailandesi, fonti dell’esercito hanno detto che le autorità vogliono imporre il coprifuoco in alcuni quartieri della capitale Bangkok dove in tre giorni sono morte 24 persone e decine sono rimaste ferite.

Secondo quanto dichiarato dal colonnello Sunsern Kaewkumnerd, le misure saranno annunciate dopo una riunione prevista per l’inizio del pomeriggio (locale) e riguarderanno “alcuni quartieri e alcuni assi stradali di Bangkok”. Questo permetterà, ha aggiunto il militare, “a polizia e soldati di identificare chiaramente i terroristi”.

Uno dei leader della protesta delle ‘camicie rosse’ thailandesi che occupano un intero quartiere della capitale Bangkok, ha detto oggi che il re resta “l’unica speranza” per una soluzione pacifica della crisi. Jatuporn Prompan, uno dei leader della protesta antigovernativa, ha spiegato: “Non possiamo considerare altra possibilità che fare appello alla bontà di re Bhumibol Adulyadej….credo che numerosi thailandesi ritengano ugualmente che Nostra Maestà è l’unica speranza”.

Jatuporn Prompan ha ricordato che il re, considerato come un semidio da molti thailandesi, era intervenuto in passato in crisi politiche gravi. Il sovrano, che ha 82 anni, è in ospedale dal settembre scorso e finora non si è espresso sulla crisi scoppiata con le proteste delle ‘camicie rosse’.

Il re è apparso in tv alla fine di aprile esortando i magistrati recentemente nominati a fare il loro dovere ma non ha fatto diretto riferimento alla crisi attuale. Bhumibol, che regna dal 1946 non ha alcuna prerogativa costituzionale, ma esercita una forte influenza psicologica e una autorità morale che lo fa ritenere l’unica persona in grado di risolvere la crisi e ricompattare i thailandesi.