Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “I ladri e i Penati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2013 9:06 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2013 9:06
Filippo Penati

Filippo Penati

ROMA – “I ladri e i Penati.” Questo il titolo dell’editoriale di Marco Travaglio per Il Fatto Quotidiano. “Penati ha lasciato la politica – scrive Travaglio – è tornato a fare l’insegnante (non osiamo immaginare di quale materia) e, in un paese dove neanche i politici rinunciano alla prescrizione di reati gravi, figuriamoci se possiamo pretenderlo dai privati cittadini.”

Questo uno stralcio dell’editoriale:

“Perciò scrivemmo (insieme all ’ Espresso e a Liana Milella di Repubblica), che la legge anticorruzione non era solo inutile, ma pure dannosa. Ricevemmo piccate letterine delle molto onorevoli pd Ferranti e Finocchiaro che negavano l’evidenza del colpo di spugna. Ora che i fatti si sono incaricati di sbugiardarle, tacciono e fanno carriera: l’una è presidente della commissione Giustizia, l’altra degli Affari Costituzionali. Certi meriti vanno premiati. E l’unico che si oppose in Parlamento alla porcata, Antonio Di Pietro, è stato espulso dal centrosinistra e dunque dalla politica attiva, per lesa omertà. Certi demeriti vanno puniti. E poi difficilmente un centrosinistra con Di Pietro e Ingroia avrebbe potuto riallearsi con B. Bisognava fare pulizia degli onesti. Ora che tutte le carte sono scoperte, lorsignori ci risparmino almeno le tartuferie. Quelle del centro-destra e dei suoi house organ che sparano su “Penati furbetto” che “intasca la prescrizione” (il Giornale), “si distrae un attimo e lo prescrivono” (Libero), ma quando il furbone B. intasca la prescrizione parlano di assoluzione. E quelle del centrosinistra su Penati che promette di “impugnare la prescrizione in Cassazione” (l’Unità) e sul Pd che annuncia una nuova legge anticorruzione firmata dal Grasso ridens, ben sapendo che non passerà mai perché il Pdl leverà le castagne dal fuoco a tutti bloccandola. Lo vedono anche gli orbi che l’inciucio è figlio dei ricatti incrociati che avviluppano uomini chiave di Pdl e Pd in un unico sistema marcio: da Telecom a Parmalat, dalla banda Furbetti alla banda Tarantini, da Finmeccanica a Montepaschi. Io copro te, tu copri me: e la chiamano “pacificazione”. In mezzo, visti come sabota-tori della presunta “tregua”, un pugno di pm che si ostinano a fare il loro mestiere. In due giorni la Procura di Palermo ha sequestrato 80 milioni di beni mafiosi e quella di Milano 1, 2 miliardi (miliardi!) sottratti dai Riva all’Ilva. Con una vera legge anti-corruzione-riciclaggio-evasione si potrebbero recuperare enormi fortune per risolvere “i veri problemi del Paese”. Invece questi tartufi del Partito Unico, Cancellieri in testa, ripetono che “le priorità sono altre”. Il che, con i ladri e i loro amici al governo, è pure vero.”