Scuola, troppi 3 mesi di vacanza. Cacciari: “Trogloditi”. De Mauro: “Buona idea”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2015 15:29 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2015 15:29
Scuola, troppi 3 mesi di vacanza. Cacciari: "Trogloditi". De Mauro: "Buona idea"

Scuola

ROMA – Una considerazione del ministro Poletti sulla durata delle vacanze scolastiche ha aperto un nuovo fronte di dibattito. “Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato – ha ipotizzato il ministro del Lavoro – a fare formazione. Una discussione che va affrontata. I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse” ha raccontato dicendosi convinto che non si distruggerebbe un ragazzino se invece “di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro”.

Tanto è bastato per dare la stura a commenti e interpretazioni. Il giudizio di Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, intervistato da Tommaso Rodano per il Fatto Quotidiano, sull’uscita “anti-vacanze” del ministro Poletti non è lusinghiero:

“Questi qui non sanno cosa dicono. Chiacchierano per dare aria ai denti. Tre mesi di vacanze per gli studenti sono troppi? Perché? Secondo quale ragionamento? Bisognerebbe vedere come vengono impiegati, tanto per cominciare. E poi bisognerebbe distinguere tra i diversi ordini di studi. Comunque mi pare un’idea trogloditica. I giovani fanno una fatica enorme a trovare un’occupazione anche dopo aver terminato gli studi. Se avessero lavorato durante il liceo e le medie, dopo sarebbe più facile trovare lavoro? Ma cosa dicono questi qui.”

Mentre l’ex ministro Tullio De Mauro, sempre intervistato da Elisabetta Reguitti per il Fatto Quotidiano, promuove l’idea di Poletti.

“Non c’è dubbio si tratti di una proposta ragionevole dal punto di vista della didattica, che ne trarrebbe sicuri vantaggi. Sono infatti favorevole a intervalli più brevi e diluiti nel tempo, come del resto accade in altri paesi europei. L’interruzione di tre mesi tra un anno e l’altro è eccessiva; la ripartenza è faticosa rispetto alle competenze acquisite. Da questo punto di vista non c’è alcun dubbio e quindi sulla carta la soluzione mi convince.”