Università, Mps, Rajoy, calciomercato: rassegna stampa e prime pagine

Università, Mps, Rajoy, calciomercato: rassegna stampa e prime pagine del 1 febbraio 2013

ROMA – Crollano gli iscritti all’Università. Il Corriere della Sera: “Le nostre università hanno perso in dieci anni 58 mila studenti, meno 17%. Dalle borse di studio ai fondi, i numeri del declino secondo il calcolo del Consiglio universitario nazionale. Gli iscritti sono passati da 338 mila a 280 mila. Siamo sotto la media europea anche per numero di laureati: fra i 30 e i 34 anni si laurea il 19% dei giovani, in Europa il 30%. E continua a scendere il numero dei professori. Negli ultimi sei anni, il 22% in meno.”

I cinquantottomila studenti persi dagli atenei italiani. L’articolo a firma di Federica Cavadini:

“Spiegato dagli studenti: «Un’espulsione di massa». Presentato dai professori del Consiglio universitario nazionale (Cun): «Come fosse scomparso un ateneo grande quanto la Statale di Milano». Il dato è che nelle nostre università mancano all’appello cinquantottomila studenti rispetto a dieci anni fa. E molto altro: a partire dai finanziamenti. Poi è in calo il numero dei docenti, che non vengono più assunti. Sono pochi i laureati e i dottori di ricerca. Non soltanto matricole in fuga, l’intero sistema è al collasso. Il Cun ha raccolto i numeri della crisi voce per voce e ieri ha presentato i conti a governo, Parlamento e alle forze politiche in campagna elettorale.”

Silvia, maturità record «Ho scelto il lavoro La laurea? Si rischia». L’articolo a firma di Lorenzo Salvia:

“Brava e non solo. Silvia Montano a novembre è stata premiata al Quirinale da Giorgio Napolitano come uno dei 25 studenti migliori d’Italia. Alle superiori ha avuto una media del 9,94, sporcata da tre nove al secondo anno, e che diamine. Le piace studiare ma non pensate alla secchiona brufolosa perché era sempre pronta all’aiutino («senza esagerare eh!») per il compagno in difficoltà. Silvia è un genio di quelli simpatici. E la dimostrazione che nella scuola italiana, nell’università italiana, e nel Paese che alla fine ne dovrebbe venire fuori, c’è qualcosa che non va. Sono passati sei mesi da quando questa ragazza di 19 anni ha fatto l’esame di maturità: massimo dei voti (ci mancherebbe) in ragioneria a indirizzo linguistico, francese più tedesco nel curriculum. Eppure uno dei 25 studenti migliori d’Italia ha smesso di studiare. Niente università, una scelta sempre più frequente per la sua generazione. Ma perché anche lei, perché anche il simpatico genio? «Ho preferito lavorare — racconta lei — mi è capitata un’occasione e di questi tempi è meglio non lasciarsela sfuggire». L’occasione è un contratto in uno studio di commercialisti a Savona, mezzora da Carcare dove vive con i genitori. Tre anni da apprendista, 850 euro al mese. Lavoro di segreteria, fatture, qualche dichiarazione dei redditi. E nessun rimpianto. Proprio sicura? «Non è più come una volta che la laurea ti garantiva un posto di lavoro, anzi un buon posto di lavoro», dice lei. «Ormai, se non hai un po’ di esperienza non ti vuole nessuno. E allora, mi sono detta, meglio cominciare subito» aggiunge alimentando il sospetto di essere un genio anche fuori dai banchi di scuola.”

Pdl e Lombardia bloccano il «riccometro». L’articolo a firma di Roberto Bagnoli:

“Il governo rinuncia ad approvare il nuovo «riccometro» — tecnicamente Isee — destinato a rimodulare la situazione economica dei contribuenti per scovare i finti poveri che usufruiscono dei servizi sociali senza averne diritto. Il Consiglio dei ministri, sotto pressione per il no della Regione Lombardia (l’unico tra le 20 Regioni), ha così deciso di lasciar perdere e non ha nemmeno aperto il dossier durante il Consiglio dei ministri. Il titolare del Welfare, Elsa Fornero, non ha nascosto la sua delusione perché «si è sprecato un lavoro fatto con grande serietà e durato molti mesi». Per l’ok definitivo al decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dcpm) mancavano solo alcuni passaggi come il parere non vincolante delle commissioni parlamentari competenti e il vaglio del Consiglio di Stato.”

Interrogato Gotti Tedeschi. Incontri segreti con Mussari. L’articolo a firma di Fiorenza Sarzanini:

“Mentre qui in Toscana l’attenzione è puntata sulle operazioni finanziarie effettuate durante e dopo l’acquisizione, la Procura di Roma apre un fascicolo per verificare se possano esserci state manipolazioni sul mercato cosi come ipotizzato in alcuni esposti. Ma sembra difficile che le verifiche possano essere compiute nella capitale, visto che pure su questo gli inquirenti senesi hanno avviato controlli affidati agli investigatori del Nucleo Valutario. L’eventualità che ci siano state strane movimentazioni sul titolo è già stata esplorata, non escludendo che anche nelle ultime settimane ci siano state nuove speculazioni sulle azioni Mps.”

Merkel, mossa per Monti «Difende con durezza gli interessi italiani». L’articolo a firma di Paolo Lepri:

“I nodi da sciogliere sono quelli del bilancio europeo, sul quale i Ventisette non hanno finora trovato un’intesa, ma le parole di Angela Merkel sono sembrate avere un significato più ampio e suonare più chiare del solito, nella Skylobby della cancelleria: «Non è un segreto che Mario Monti difenda con durezza gli interessi dell’Italia e che i problemi siano difficili da risolvere». Una premessa apparsa abbastanza irrituale e che ha ricordato quel «siamo d’accordo sul non essere d’accordo» dato in pasto ai giornalisti dopo un colloquio con il presidente francese François Hollande. Come se la «donna più potente del mondo» avesse deciso di rispondere indirettamente anche a tutti coloro che hanno accusato il premier italiano di essere troppo attento alle sue raccomandazioni. E ricordare implicitamente i momenti di tensione che ci sono stati, tra lei e Monti, in tanti negoziati europei. Certo, Berlino ha invocato e apprezzato le riforme fatte dal governo italiano, ma gli scontri ci sono stati. Come per esempio in giugno sullo «scudo anti-spread». E la cancelliera fu costretta perfino a difendersi in Parlamento.”

Ingroia divide sinistra e magistratura. L’articolo a firma di Virginia Piccolillo:

“«Troviamo inopportuni i richiami ai nomi di Falcone e Borsellino, sono patrimonio di tutti, del Paese e della legalità», precisa Rodolfo Sabelli presidente dell’Anm, invitando ad «evitare strumentalizzazioni». «Non ci devono essere polemiche tra magistrati. Io, del resto, ho risposto solo a chi mi ha attaccato», ammette Ingroia e parla d’altro. Ma c’è chi continua, come Nichi Vendola («sgradevole strumentalizzare l’antimafia»). E chi va oltre. Europa titola sullo «sfascio del partito dei giudici». E il Manifesto censura «il gioco al massacro tra Vendola e Ingroia» e «la sinistra autolesionista che si esibisce nella sceneggiata da talk-show». Valentino Parlato avverte: «Queste polemiche sono lo specchio della crisi grave che investe la sinistra oggi: stanno litigando danneggiandosi reciprocamente. La vera crisi è di analisi. Marx fece il Manifesto del partito comunista, ma per quanto studiò? Le liti tra Bersani, Ingroia, Vendola, nascono perché ognuno si aggancia alla situazione contingente. Per questo vengono tirati in mezzo anche Falcone e Borsellino. Purtroppo la cura non ce l’ho, ma ne ho viste tante in più di 80 anni e sento che la malattia è molto grave». Per Gerardo D’Ambrosio, ex del Pool di Milano e senatore Pd, «non c’è mai stato un partito dei giudici, quindi dov’è che si spacca? C’è stato un battibecco fra due magistrati fra i quali, evidentemente, non corre buon sangue — spiega —. E poi candidarsi è una cosa un po’ diversa dall’andare al ministero a creare la superprocura con cui Falcone avrebbe proseguito la lotta alla mafia». «Certo — aggiunge — obiettivo della politica è stato spesso difendere i potenti. Anche intervenendo con leggi, come quella contro le intercettazioni a cui abbiamo resistito perché eravamo diversi magistrati, ora devo constatare purtroppo che ne sono stati ricandidati ben pochi. Ma per la legalità non si fanno rivoluzioni: si applica». Anche per D’Ambrosio, però, «Ingroia viene vissuto con fastidio per il fatto che si presenta al Senato dove il Pd è in bilico. E magari lo fa perdere nelle 4 regioni in forse». Anna Finocchiaro, presidente del Pd al Senato, invitando a non «far campagna elettorale sulla memoria di personalità che tanto hanno dato al Paese», un po’ lo dice: «Ingroia sa qual è stato il ruolo negativo del centrodestra. Chi ha a cuore la giustizia deve evitare il ritorno suo e di Berlusconi. Per questo penso che Ingroia, a presentarsi al Senato in Lombardia, compia un errore».”

Tagliata di aragosta e pastelli Lombardia, i rimborsi sotto accusa. L’articolo a firma di Giuseppe Guastella:

“Unico consigliere e quindi capogruppo dei Pensionati, la 44enne Elisabetta Fatuzzo al ristorante «Mediterranea», luglio 2009, ha saldato un conto per 4 da 200 euro per «tagliata di aragosta», ma la maggior parte dei circa 22 mila euro dei suoi rimborsi se ne è andata per spese di collaboratori del gruppo. Luca Gaffuri (Pd) per due bottiglie e 6 «gas» il 29 aprile 2011 ha speso 312,50 euro al ristorante «Il 21 way», ma lui spiega che si tratta di un pranzo con 19 persone nell’ambito di incontri in un «tour nelle province lombarde». Com’è possibile presentare una ricevuta da 500 euro per 4 fotocamere digitali «ricomprese in lista nozze» è un arcano che dovrà sciogliere davanti ai pm il pd Guido Galperti, la cui scarna nota arriva a 1.144 euro grazie a un paio di ristoranti e a 595 euro per tre notti nel 2008 a Roma in un «appartamento» dell’Albergo del Senato al Pantheon.”

Napolitano, chiarezza su Mps ma senza fare speculazioni. La Stampa: “Il Presidente della Repubblica interviene con decisione nel caso Mps, sul quale – dice al Sole 24 Ore – «bisogna fare chiarezza»e«tutelarel’interessenazionale». È scontro, intanto, tra Monti e Bersani. «Fuori i partiti dalle banche» dice il premier, «Via i banchieri dalla politica» replica il leader Pd. Sul fronte giudiziario, anche la procura di Roma apre un’indagine.”

Berlusconi, proposta choc sul fisco. L’articolo a firma di Amedeo La Mattina:

“Bocche cucite nello staff di Berlusconi, che ieri però in un’intervista rilasciata a Radio Monte Carlo ha parlato di Equitalia, di «una modifica assoluta» di questa struttura e del «suo modo di agire nei rapporti tra Stato e contribuente, dei rapporti ostili anche nei confronti dei cittadini onesti». Non sembra tuttavia che la sorpresa riguardi il forte ridimensionamento di Equitalia, considerata «vessatoria e vampiresca». È sul fisco che il leader del Pdl batterà la gran cassa finale della campagna elettorale. L’unica cosa certa, spiega chi è a conoscenza delle intenzioni di Berlusconi, è che la proposta riguardi come «i soldi dovranno rimanere nelle tasche degli italiani, delle famiglie e delle imprese». Anzi, dei «soldi che lo Stato dovrà mettere nelle tasche degli italiani».”

Choc in Spagna, “ecco le tangenti a Rajoy”. L’articolo a firma di Gian Antonio Orighi:

“Per la prima volta Mariano Rajoy, dal dicembre 2011 premier con maggioranza assoluta e dal 2003 presidente del partito popolare (Pp, centrodestra), finisce alla gogna per presunta corruzione. Il quotidiano «El País» ha pubblicato ieri gli appunti di bustarelle, non dichiarate al fisco, versate per 11 anni, dal 1997 al 2008, da due ex tesorieri all’intero vertice del Pp grazie alle donazioni di importanti costruttori. Rajoy avrebbe incassato 25.200 euro annui, e altri 20.720 per vestiti e cravatte. La segretaria generale popolare, Dolores de Cospedal, pure lei coinvolta nell’affaire, ha smentito ogni accusa, non dando credito alle «prove». Il capo dell’esecutivo tace, ma socialisti e comunisti già chiedono le sue dimissioni.”

Sfida alla Juve. L’articolo a firma di Massimiliano Nerozzi:

“La pubblicità è l’anima del commercio, e della politica, se poi fa funzionare anche le squadre, il Milan avrà fatto il colpo perfetto: Mario Balotelli, giovane, forte, ex dell’altra metà di Milano, e tutto sommato pagato neppure troppo, rispetto alla prima esagerata richiesta del Manchester City, 37 milioni di euro. Alla fine, è un mercato di sorridenti manifesti e antiche figurine, come Nicolas Anelka, ripescato dalla Juve da ricco e annoiato emigrato in Cina. A volte ritornano. Problema: la pubblicità può ingannare, e a volte ti fa comprare quel che non ti serve. Nella foto di gruppo, per professione, Balotelli prende il posto di Pato, e in questo caso è un affare di certo, perché il brasiliano ormai era sempre ammaccato. Poi però i bisogni della squadra avrebbero consigliato l’acquisto di altri mestieri: per esempio un affidabile difensore centrale, se per gol subiti i rossoneri hanno il peggior incasso delle prime sette in classifica. E che dire del centrocampo, orfano di un regista: alla Pirlo, se a casa Allegri non fosse eresia. Niente. C’è invece Balo, da innestare in un attacco che è pur sempre il quarto della serie A, e che ha un centravanti, Pazzini, da 10 gol in venti partite.”

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