Alzheimer, un virus? La causa del morbo potrebbe essere in due ceppi di herpes

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 giugno 2018 8:47 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2018 8:47
Alzheimer, un virus? La causa del morbo potrebbe essere in due ceppi di herpes

Alzheimer, un virus? La causa del morbo potrebbe essere in due ceppi di herpes (Foto Ansa)

NEW YORK – Potrebbe essere un virus a causare il morbo di Alzheimer. E’ l’ipotesi emersa da uno studio curato dagli specialisti del Mount Sinai Hospital di New York. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] I risultati della ricerca, basati su test del tessuto cerebrale di circa mille persone, hanno messo in evidenza che i due ceppi di virus Herpes umani Hhv-6A e Hhv-7, che possono provocare encefaliti e altre malattie (come la VI malattia dei bambini), sono molto più abbondanti nel cervello delle persone colpite da Alzheimer allo stadio iniziale rispetto ai soggetti di controllo sani.

Si tratta della prima evidenza dell‘integrazione nel cervello del virus, un ruolo che a questo punto va preso in esame studiando le possibili cause della malattia. Resta da capire se il virus possa essere un fattore scatenante attivo o se il cervello di pazienti già sul sentiero verso l’Alzheimer sia semplicemente più vulnerabile alle infezioni.

“I genomi virali sono apparsi rilevabili in circa il 30% del cervello dei malati e praticamente non rilevabili nel gruppo di controllo”, ha spiegato sulla rivista Neuron Sam Gandy, professore di Neurologia presso la Icahn School of Medicine del Mount Sinai Hospital di New York e coautore dello studio, che ha anche suggerito come la presenza dei virus dell’herpes nel cervello potrebbe influenzare o controllare l’attività di vari geni legati a un aumentato rischio di demenza.

“Questo studio”, sottolinea Joel Dudley, direttore dell’Institute for Next Generation Healthcare all’Icahn School of Medicine al Mount Sinai, “rappresenta un significativo avanzamento nella comprensione della plausibilità dell’ipotesi patogena dell’Alzheimer. Se diventa evidente che alcuni virus sono direttamente implicati nel rischio dello sviluppo o nella sua progressione una volta diagnosticato l’Alzheimer, potremo comprendere e affrontare meglio l’evoluzione della malattia”.

Servono ulteriori conferme allo studio, ma potrebbero essere comunque ipotizzati specifici farmaci mirati. Del resto, come spiega ancora il neurologo Gandy, “una simile situazione è emersa recentemente in certe forme del morbo di Lou Gehrig (la malattia degenerativa neuromuscolare chiamata Sla, ndr). Lì le proteine virali sono state trovate nel liquido cerebro-spinale di alcuni pazienti malati e i malati positivi ai test virali hanno avuto alcuni benefici dall’assunzione di farmaci antivirali” .