Padova. “Non è italiano, niente cuore”: medico rifiuta trapianto ad un romeno

Pubblicato il 24 agosto 2012 8:41 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2012 10:52

ospedalePADOVA – Aveva bisogno di un trapianto di cuore, ma un medico di Padova glielo avrebbe rifiutato perché romeno. “Gli italiani hanno la precedenza”, avrebbe detto il medico che nella cartella clinica avrebbe suggerito di mandare l’uomo in Romania per essere curato. L’uomo, ricoverato a Mestre dopo un gravissimo infarto, è stato poi trasferito all’ospedale di Udine, dove ha ricevuto un nuovo cuore. E mentre il consigliere regionale veneto del Pd, Claudio Sinigaglia, grida allo scandalo, l’azienda ospedaliera di Padova smentisce l’accaduto.

IL TRAPIANTO – Il romeno è un marittimo imbarcato su una nave di un armatore italiano. Durante la navigazione un forte infarto gli ha stroncato il cuore: un danno così grave che ha richiesto che l’uomo fosse attaccato ad una macchina per la circolazione extracorporea. Solo un cuore nuovo avrebbe potuto dargli una speranza di vita, così l’Ospedale dell’Angelo di Mestre ha contatto l’ospedale di Padova dove c’è un’equipe medica autorizzata ai trapianti di cuore.

Il medico di Padova avrebbe detto no all’intervento, spiegando che “stando alle indicazioni del Nord Italia Transplant, i cuori degli italiani vanno dati di preferenza agli italiani”. Poi avrebbe suggerito un trasferimento, operativamente impossibi date le condizioni dell’uomo. Così da Mestre hanno contattato l’ospedale di Udine, dove l’equipe del medico Ugolino Livi ha accettato di fare il trapianto nell’ospedale di Santa Maria della Misericordia, dove il paziente è stato trasferito ed operato il 21 agosto.

IL MALATO – Una storia che ora lascia spazio alle polemiche. L’uomo, di nazionalità romena e dunque membro della comunità europea, aveva il diritto di avvalersi del servizio sanitario nazionale anche solo in quanto cittadino Ue. Va considerato poi che l’uomo, di 53 anni, era regolarmente assunto dalla compagnia Elbana Navigazione Spa di Piombino, che paga affinché i suoi dipendenti abbiano assistenza medica negli ospedali italiani.

PADOVA SMENTISCE IL NO – Giampietro Rupolo, direttore dell’azienda ospedaliera di Padova, ha smentito il no del medico: “Alla richiesta dei sanitari di Mestre di una consulenza sul caso, la Cardiochirurgia di Padova ha prontamente dato la propria disponibilità. Ha chiesto semplicemente, come da prassi e dai regolamenti aziendali, una richiesta scritta a tutela delle norme di copertura assicurativa e legale”.

Sulle accuse di razzismoRupolo ha poi sottolineato: “Queste sono le precise indicazioni del Nord Italia Transplant: data la tragica scarsità di organi quando un ammalato, che non è nelle nostre liste d’attesa nazionali, può essere trasportato nel suo Paese di provenienza, perché anche lì esiste un centro trapianti, lo si deve fare. E in questo caso era possibile farlo”.

E per non lasciare dubbi Rupolo ha aggiunto “Solo nell’ultimo anno quasi il 10% dei trapiantati a Padova era cittadino straniero. Un ragazzo ghanese di 19 anni, in vita solo grazie a un sistema di assistenza ventricolare, è ora qui da noi all’Ospedale di Padova in attesa di un cuore nuovo”.