Tumori, metodo Di Bella di padre in figlio: torna la cura fake

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 11:41 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 11:41
Tumori, metodo Di Bella di padre in figlio: torna la cura fake

Luigi Di Bella (Foto LaPresse)

ROMA – La cura Di Bella contro i tumori passa di padre in figlio. Giuseppe Di Bella, il figlio del medico Luigi che inventò la cura accusata di inefficacia, ha ripreso il lavoro del padre. Ma la cura ha un costo e qualche tribunale ha già in passato ordinato che a pagare fossero le Asl, nonostante la mancanza di evidenza scientifiche che dimostrassero, come per Stamina, la validità della cura. Intanto però il figlio di Di Bella riceve a Bologna e non pensa a chiedere una nuova sperimentazione nazionale: “Non ha senso”, risponde.

Lodovico Poletto su La Stampa scrive:

“A quindici anni, quasi, dalla fine della sperimentazione, il «Metodo Di Bella» è diventato – così spiega l’avvocato Gianluca Ottaviano che oggi segue alcuni pazienti Stamina – la seconda cura antitumorale del Paese». La prima è quella erogata dal servizio sanitario nazionale. L’altra quella che Giuseppe Di Bella, figlio di quel medico dai capelli bianchi che, alla fine degli Anni 90, riuscì ad ottenere la sperimentazione della sua terapia anticancro – somministrata da anni nel suo studio di via Marconi, centro di Bologna”.

La cura, da sempre al centro di discussioni sulla sua validità, viene comunque tentata perché rappresenta una speranza secondo i malati:

“«Gente ormai al quarto stadio, quelli che già respirano il fiato della morte» dicono a Bologna. E lui, Giuseppe Di Bella li riceve tutti. Parla per ore, spiega tutto, e se è il caso parte con la terapia. I farmaci sono quelli di sempre, quelli che già suo padre utilizzava a suo tempo. Somatostatina prima di tutto e poi ancora octreotide, vitamine (A, C, D, E) melatonina, calcio e molto altro ancora”.

Secondo l’avvocato Ottaviano i “risultati ci sono e ottimi”:

“«L’unico guaio è che la si deve pagare tutta di tasca propria. E non tutti possono permetterselo»”.

Comprare la speranza, scrive La Stampa, ha un costo:

“Quanto costa comprarsi questa speranza. Tanto o poco, a seconda di quanto sei attaccato a questa vita, certo. Ma anche di quali sono le entrate di chi va a bussare a quella porta. Duemila euro al mese di medicinali, stima qualcuno. Ma i consulti con Giuseppe Di Bella non costano. «Paghi la prima visita e poi basta, anche se lui ti vede e ti rivede decine di volte» dicono i pazienti”.

Ma di ripartire con sperimentazioni nazionali non è il caso, secondo il figlio di Di Bella:

“«Non ha senso» suggerisce Giuseppe Di Bella. «Non ha senso» insistono alcuni pazienti. E la coda davanti alla porta si allunga, in un pellegrinaggio alla ricerca della speranza”.