Vaccini, quarta dose over 60 e fragili. Il piano: 12 milioni di persone coinvolte, un hub ogni 50mila abitanti

Alle Regioni è stato un piano per organizzare la seconda dose di richiamo agli over 60 e ai più fragili.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Luglio 2022 - 14:56 OLTRE 6 MESI FA
Vaccini, quarta dose over 60 e fragili. Il piano: 12 milioni di persone coinvolte, un hub ogni 50mila abitanti

Vaccini, quarta dose over 60 e fragili. Il piano: 12 milioni di persone coinvolte, un hub ogni 50mila abitanti (foto Ansa)

Un hub vaccinale ogni 50mila abitanti, integrati da altri punti di somministrazione presso strutture sanitarie stanziali come presidi ospedalieri, case della salute, medici di medicina generale e farmacie. E’ quanto previsto dalle linee di indirizzo inviate alle Regioni, dopo la circolare del ministero della Salute sull’estensione della platea vaccinale agli over 60 destinataria della seconda dose di richiamo.

La platea è stimata in circa 12 milioni, ai quali sottrarre chi sarà guarito dal Covid. Le linee guida sono state inviate alle Regioni da Tommaso Petroni, a capo dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale.

Le lettera inviata alle Regioni

“La campagna vaccinale primaria, durante lo stato di emergenza, è stata incentrata sulla disponibilità di grandi hub vaccinali, con il coinvolgimento progressivo dei medici di medicina generale e delle farmacie – si legge -. In considerazione del contesto attuale e della platea individuata, si può configurare, da subito, un modello misto di somministrazioni, in cui gli hub vaccinali potrebbero essere previsti a livello provinciale in numero crescente in funzione della popolazione residente e tenendo conto delle caratteristiche orografiche, demografiche e di viabilità dei singoli territori (solo a titolo di esempio: un hub vaccinale ogni 50.000 abitanti), integrati – si evidenzia – da altri punti vaccinali presso strutture sanitarie stanziali tipo presidi ospedalieri, case della salute, medici di medicina generale e farmacie”.

n linea con il quadro normativo vigente, l’Unità per il completamento della campagna vaccinale (Uccv) “provvederà ad approvvigionare i vaccini e i kit di somministrazione, a sovraintendere alla distribuzione, a monitorare i fabbisogni operando le attività di compensazione tra le varie Regioni e province autonome e a monitorare il raggiungimento dei target”, riportano le linee di indirizzo dell’Uccv.

 

Inoltre, l’Unità continuerà “a supportare le Regioni con le attività amministrative finalizzate a garantire la disponibilità di personale sanitario richiesto per la campagna vaccinale”, spiega l’Uccv.

“Nella disamina delle criticità che potrebbero vanificare gli obiettivi di questa ripresa della campagna vaccinale, emerge con chiarezza la necessità di una comunicazione focalizzata sulla puntuale e trasparente necessità di una vaccinazione tempestiva e sulla validità dei vaccini nella prevenzione dell’aggravamento e della letalità del contagio”, evidenziano ancora le linee di indirizzo. “Nella già menzionata comunicazione – prosegue il testo – è fondamentale l’apporto dell’Iss e dell’Aifa”.

“In uno scenario epidemiologico caratterizzato da una immunizzazione della popolazione fortemente diversificato, risultato in moltissimi casi da vaccinazioni e pregressa infezione, il coinvolgimento del medico di medicina generale appare fondamentale per proporre al singolo individuo la schedula più idonea”, quanto stabilito.

E ancora: “Al fine di completare il piano di richiamo raccomandato ai cittadini e tenuto conto della platea indicata, il target nazionale di somministrazioni giornaliere dovrebbe attestarsi almeno alle 100mila dosi al giorno, valutando poi l’evoluzione del quadro epidemiologico e le eventuali ulteriori indicazioni delle autorità sanitarie italiane ed europee”.

 

“Pertanto, si invitano le Regioni e le Province autonome a porre in essere una organizzazione dedicata in grado di raggiungere i target individuati”, riporta il documento. “Complessivamente il numero di cittadini destinatari dell’ulteriore richiamo è stimato in circa 12 milioni (ai quali dovranno essere sottratti coloro che progressivamente saranno guariti dal Sars-CoV- 2)”.