Ferrari frena sulle email: “Colleghi parlatevi, massimo 3 destinatari”

Email, stretta in casa Ferrari: massimo tre destinatari
Email, stretta in casa Ferrari: massimo tre destinatari

ROMA – Email limitate in casa Ferrari. Meglio parlarsi a voce. Soprattutto, meglio non intasare la casella di posta elettronica dei colleghi con decine di messaggi in copia di nessun interesse.

La decisione scrivono Stampa e Corriere della Sera, l’ha presa Luca Cordero di Montezemolo. E l’ha presa per un motivo ben preciso: è bene, anzi meglio, che i colleghi si parlino, soprattutto se sono a distanza di pochi metri. A Montezemolo, poi, non vanno giù le mail in cc, quelle mandate “per cautelarsi” a una sfilza sterminata di colleghi che nulla c’entrano con l’oggetto trattato.

Per cui ora in Ferrari arriva la stretta: ogni email potrà avere un massimo di tre destinatari. Se ce ne sono 4 l’email non sarà spedita. Scrive sul Corriere Arianna Ravelli: 

«L’utilizzo improprio della posta elettronica con decine di destinatari per email su argomenti che spesso non li riguardano è una delle principali cause di inefficienze e perdita di tempo nella vita lavorativa quotidiana nelle aziende». Non si tratta di sfiducia nei propri dipendenti e nemmeno dell’esigenza di mantenere la segretezza, in un’azienda colpita da una gigantesca spy story nel 2007 (quando furono consegnate al «nemico» 780 pagine di segreti). Si tratta più semplicemente di correggere quello che viene considerato un malcostume molto diffuso. «L’idea è che quella di invitare a porsi una semplice domanda prima di schiacciare il tasto invio: vuoi davvero mandare un’email a tutte queste persone? Quali sono i colleghi che vuoi raggiungere?», spiegano in Ferrari, dove la novità — va detto — è stata accolta con un po’ di sorpresa.

Anche perché delle email, in ufficio, spesso si abusa. Scrive divertito sulla Stampa Gianluca Nicoletti:

Esistono poi figure aziendali, al limite del patologico, che contribuiscono a rendere il traffico di corrispondenza nell’Intranet aziendale fonte di paurosi ingorghi. In ogni ufficio esiste il Grafomane Elettronico, quello che anche se è seduto di fronte alla tua scrivania deve notificarti ogni banalità che potrebbe comunicarti con un gesto. Ancora peggiore è la Emaestrina Dalla Penna Rossa (in cui trovano simbiosi perfetta l’esibizionismo elettronico e il lecchinaggio verso i superiori): si distingue per inutili report sulla sua attività, le iniziative, il timing del suo (spesso inutile) lavoro. Tutto finalizzato all’esaltazione della propria efficienza e alla mascherata volontà di denigrazione dei colleghi.

Il vero serial killer della posta elettronica aziendale è però il Paranoico Ecomplottista. Questi è convinto senza possibilità di essere smentito che qualcuno in azienda trami alle sue spalle. Il mezzo per incastrarlo è naturalmente la posta elettronica, che secondo lui verrebbe usata per fare pressione sulla sua attività, sorvegliarlo, prenderlo in contraddizione. Così accade che ogni minimo messaggio venga da lui eviscerato e minuziosamente replicato, per puntualizzare, spiegare, contestare. I colleghi dovranno essere testimoni coatti della congiura e caricarsi di ogni sua piccata replica. L’ultimo anello della catena involutiva dei persecutori via mail aziendale è il Terrificante Estampatore. Costui è un malfidato per natura, in più luddista incancrenito. Questa duplice devianza lo porta a stampare e archiviare ogni mail in arrivo e uscita che transiti dal suo computer

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